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Bilanci di previsione, virtuoso 86% dei Comuni ma non al Sud
Solo il 30% in Sicilia; il 96% in Emilia Romagna e Valle d'Aosta
Comuni diventati virtuosi nella presentazione dei bilanci di previsione. Quest'anno sette su dieci già a metà febbraio avevano approvato e trasmesso il documento e alla data del 15 marzo la percentuale di comuni in linea era salita all'84%. Il dato risulta da un'elaborazione dei dati del Mef fatta dal Centro studi enti locali. Il dato, si spiega, è di netta rottura rispetto al passato e testimonia l'efficacia delle misure adottate lo scorso anno dal Ministero dell'Economia per interrompere il circolo vizioso dei posticipi infiniti che aveva caratterizzato gli ultimi decenni. Ciò che emerge è però, ancora una volta, è "l'esistenza di divari siderali tra varie aree del Paese che vede contrapposti casi come quello siciliano, dove solo 30 comuni su 100 risultano aver approvato e trasmesso il bilancio, e la Valle d'Aosta e l'Emilia Romagna, dove questa percentuale sale al 96%". Dopo anni di slittamenti nel 2023 un decreto ministeriale, ha riscritto il calendario delle scadenze contabili e anche se è comunque stata necessaria una proroga al 15 marzo quest'anno ben 4.695 comuni, il 59% del totale, hanno iniziato l'anno corrente con un bilancio di previsione già approvato e non si sono avvalsi del tempo aggiuntivo concesso dal Viminale. Stando a quanto emerso da un'elaborazione di Centro Studi Enti Locali, basata sui dati della Banca dati delle Amministrazioni Pubbliche (Bdap-Mef), sono stati approvati entro il 15 marzo scorso i bilanci dell'84% dei comuni italiani. All'appello mancano quelli di 1.268 comuni. Questi enti hanno un profilo abbastanza preciso: la stragrande maggioranza è di piccole dimensioni. Nove di questi comuni su dieci hanno infatti meno di 10mila abitanti e il 64% è localizzato al sud e nelle isole.
R.Adler--BTB