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Abi, a giugno il sistema bancario è positivo, occhi al Medio Oriente
Prestiti +3,3%, raccolta in crescita +105,8 miliardi, crediti deteriorati in calo
Lo stato di salute del sistema bancario italiano a giugno è positivo, lo fotografa così l'edizione di luglio del Rapporto Mensile ABI. A giugno il totale dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 3,3%, in accelerazione rispetto alla variazione registrata il mese precedente (+3%), proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025. Per le famiglie (+2,6%) maggio è il18esimo mese consecutivo e per le imprese (+3,5%) è il 12esimo di crescita dei prestiti. Nonostante l'incertezza geopolitica i tassi sono sostanzialmente stabili: quello medio sul totale dei prestiti è stato il 4,08% (+0,03%), sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,48% (-0,02%), quello sul finanziamento alle imprese è al 3,76% (+0,09%). Sulla raccolta depositi a durata prestabilita è salito al 2,31%, (+0,13%); sul totale dei depositi è aumentato allo 0,67% (da 0,65%); sui conti corrente è salito allo 0,31 per cento. Lo spread sulle nuove operazioni è stato di 208 punti base. "C'è stata una sostanziale stabilità del livello dei tassi, dovremo vedere nei prossimi mesi anche rispetto all'evoluzione della crisi della guerra in Iran e della chiusura dello setto di Hormuz" sottolinea il vice direttore generale vicario ABI, Gianfranco Torriero. "La nuova chiusura di Hormuz ha determinato un rimbalzo dei tassi di mercato, nei prossimi mesi dovremo valutare qual è l'effetto sui tassi bancari, sia sui tassi finanziamenti, sia sui tassi di raccolta. Però ecco, avremo in questo caso due mesi di tempo per fare delle valutazioni e cercare di capire, sperando tutti in una risoluzione nel più breve tempo possibile". La raccolta diretta complessiva è cresciuta del 3,6%, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+2,9% nel mese precedente); +3,2% i depositi e la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, è aumentata del 6,2% rispetto ad un anno prima (+4,1% a maggio). E' ormai un lontano ricordo la crisi degli Npl: "a maggio 2026 i crediti deteriorati netti (cioè l'insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) ammontavano a 26,7 miliardi di euro, da 27,7 miliardi di dicembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di oltre 169 miliardi. A maggio 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l'1,28% dei crediti totali.
S.Keller--BTB