Berliner Tageblatt - Cerved, Pil Italia atteso a +0,6% nel 2026, più imprese in area di rischio

Cerved, Pil Italia atteso a +0,6% nel 2026, più imprese in area di rischio
Cerved, Pil Italia atteso a +0,6% nel 2026, più imprese in area di rischio

Cerved, Pil Italia atteso a +0,6% nel 2026, più imprese in area di rischio

Settori trainanti energia, costruzioni, difesa, in difficoltà moda e logistica

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Una crescita moderata e polarizzata (Pil atteso a +0,6% nel 2026 e +0,4% nel 2027 nello scenario base), con un più alto numero di aziende in area di vulnerabilità e di rischio, determinati da una persistente incertezza geopolitica, costi energetici elevati e condizioni finanziarie ancora restrittive. È quanto delineano le previsioni del Cerved Industry Forecast, aggiornato a luglio, per il periodo 2026-2027 sui principali comparti dell'economia italiana. Lo studio di Cerved ipotizza uno scenario base e uno peggiorativo ('worst') con il protrarsi delle tensioni geopolitiche, e indica la produzione industriale a +0,2% nel 2026 e +0,7% nel 2027. Tra il 2025 e il 2027 il fatturato delle imprese italiane aumenterebbe del 5,2% in termini nominali, ma solo dello 0,5% in termini reali, segnalando come l'inflazione continui a rappresentare il principale motore della crescita dei ricavi; nello scenario peggiorativo, invece, il fatturato reale calerebbe addirittura del 2,5%. I comparti con le migliori prospettive nel biennio 2025-2027 sono Energia e Utility (+3,5%), Servizi Immobiliari (+2,6%), Informazione e Comunicazione (+2,6%) e Mezzi di Trasporto (+2,1%). Restano invece in difficoltà Sistema Moda (-4,5%), Logistica e Trasporti (-2,3%), Prodotti Intermedi (-2%) e Sistema Casa (-1,9%), Elettrotecnica e Informatica (-1,1%). A livello di singoli settori, le performance migliori sono attese per Costruzione di Infrastrutture e Opere di Ingegneria Civile (+13,9%), Industria Ferrotranviaria (+11,7%) e Sistemi di Difesa (+11,2%), sostenuti dagli investimenti infrastrutturali e dalla spesa per la difesa. Sul versante opposto figurano l'Editoria Quotidiana e Periodica (-12,7%), i Call Center (-12,5%) e l'Oreficeria e Gioielleria (-12,1%). Lo shock inflazionistico ed energetico, infatti, sta producendo una riduzione diffusa della marginalità e della redditività e solo i comparti legati a Carburanti ed Energia e Mezzi di Trasporto, grazie in particolare a Difesa e Aerospazio, riescono a preservare i margini. Quanto alla sostenibilità finanziaria, la quota di aziende in area vulnerabilità e rischio sale dal 42,6% del 2025 al 43,1% del 2026 nello scenario base, e al 44,6% nello scenario worst, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole. Gli impatti più rilevanti riguardano industria e distribuzione commerciale.

D.Schneider--BTB