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Esami in Giappone, scatta il maxi-piano anti molestie per le studentesse
Più poliziotti e una app contro il fenomeno 'chikan' sui treni
Saranno circa 4.600 gli agenti di polizia in servizio questo fine settimana in Giappone, il 40% in più rispetto al 2025, per contrastare un fenomeno criminale tanto sgradevole quanto ricorrente: le molestie sessuali ai danni di studentesse in transito verso i centri d'esame. Il fenomeno conosciuto col nome di 'chikan', indica in particolare palpeggiamenti non consensuali che avvengono nei luoghi pubblici affollati - più frequentemente su treni e metropolitane nelle ore di punta, e che si manifesta maggiormente in occasione della sessione nazionale degli esami universitari. L'ingente impiego delle forze dell'ordine, fa notare il giornale Mainichi, coincide con l'incremento della circolazione di post espliciti sui social media, come da prassi con l'avvicinarsi del 'Common Test for University Admissions', contenenti indicazioni specifiche sulle linee ferroviarie che servono atenei femminili. Tra i post segnalati dal Metropolitan Police Department (Mpd) all'inizio del 2025, ad esempio, ci sono frasi come "I giorni d'esame sono perfetti per molestare" o "Le linee verso le università femminili sono bersagli ideali". Alla base di queste incitazioni criminali, sottolinea il Mainichi, vi sono considerazioni ciniche: si presume che le vittime, temendo di arrivare in ritardo, eviteranno di denunciare l'aggressione. Già a inizio settimana la capitale giapponese aveva lanciato un programma di prevenzione con campagne di sensibilizzazione per promuovere app anti-crimine - che consentono di emettere allarmi silenziosi o visualizzare messaggi d'aiuto direttamente dallo smartphone, mentre le forze dell'ordine hanno intensificato i pattugliamenti su treni, terminali e i nodi ferroviari vicini ai centri d'esame. Assistenza è stata fornita anche sui trasporti pubbilic, con annunci sonori e cartellonistica a tema preparati dalla compagnia di trasporti Jr East e diversi operatori privati. Per tutelare i candidati, il National center for university entrance examinations ha chiarito che chi subisce un reato potrà sostenere una prova suppletiva. Inoltre, sul proprio sito raccomanda esplicitamente di presentarsi in abiti civili: dal momento che "le uniformi scolastiche rendono facilmente identificabili gli studenti, aumentandone la vulnerabilità". Nonostante la percezione di sicurezza generale in Giappone, in base ai dati più recenti della polizia nazionale, ogni anno si registrano ufficialmente circa 2.000-3.000 reati di chikan che risultano in arresti o segnalazioni. Tuttavia, secondo un'indagine governativa del 2024, circa l'80 % delle vittime non denuncia l'incidente alle autorità, per motivi culturali o per generale imbarazzo, contribuendo a una significativa sottostima dei casi reali.
C.Meier--BTB