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La Guyana rivendica l'Essequibo davanti alla Corte Onu, 'questione esistenziale'
All'Aja si decide sulla sovranità della regione petrolifera contesa con il Venezuela
Il procedimento che dovrà stabilire la sovranità sulla regione petrolifera dell'Essequibo, al centro di una disputa secolare tra Guyana e Venezuela, entra in una fase decisiva davanti alla Corte internazionale di giustizia (Cij). Nella prima udienza - riferiscono i media locali - il governo della Guyana ha definito il mantenimento del controllo dell'area una questione "di importanza esistenziale" per il Paese. Il ministro degli Esteri Hugh Hilton Todd ha spiegato ai giudici che la controversia riguarda oltre il 70% del territorio nazionale, sottolineando i rischi per l'integrità e lo sviluppo. Caracas presenterà le proprie argomentazioni nei prossimi giorni. La decisione della Corte, attesa nei prossimi mesi. Il territorio conteso di 160.000 chilometri è amministrato da Georgetown da oltre un secolo, ma è tornato al centro delle tensioni dal 2015, dopo la scoperta di risorse petrolifere da parte di ExxonMobil. La Guyana considera legittimo il lodo arbitrale del 1899 firmato a Parigi, che stabilisce gli attuali confini, mentre il Venezuela richiama l'accordo del 1966 con il Regno Unito, precedente all'indipendenza della Guyana, che contestava quella decisione e apriva a una soluzione negoziata, mai concretizzata. Nel 2025 Caracas ha rivendicato il territorio, promosso un referendum e approvato una legge per l'amministrazione dell'area, arrivando a eleggere rappresentanti per la regione e ha incluso la "Guyana Esequiba" nelle proprie carte geografiche.
J.Horn--BTB