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Negoziatore Qatar, 'la sicurezza del Golfo passa dall'intesa con l'Iran'
'L'Italia è la porta del nostro gas verso l'Europa'
La sicurezza del Qatar e degli altri paesi del Golfo non può più essere separata da quella dell'Iran: lo afferma Majed al-Ansari, consigliere del premier qatarino e portavoce del ministero degli Esteri di Doha, in visita a Roma, mentre il Qatar, insieme al Pakistan, è impegnato nella mediazione tra Stati Uniti e Iran. "L'obiettivo principale per noi è arrivare a una condizione di sicurezza regionale fondata sul riconoscimento e sul rispetto degli interessi di tutte le parti", dice al-all'ANSA al-Ansari, vicino ai negoziati in corso. "Oggi non si può parlare della sicurezza del Qatar senza parlare della sicurezza dell'Iran. Non si può parlare della sicurezza dello stretto di Hormuz senza parlare della relazione bilaterale tra gli Stati del Golfo e l'Iran". L'Italia, aggiunge, è in questo quadro "una porta verso i mercati energetici europei" e una delle partnership più importanti per Doha nel settore del gas, anche per il ruolo di Eni negli investimenti legati alla nuova espansione del North Field. Secondo il portavoce qatarino, la regione ha bisogno di "un'intesa regionale fondata su due elementi principali". Il primo è "la deterrenza, nel senso positivo del termine", per rimuovere ogni possibilità di aggressione e garantire che l'Iran non colpisca più i paesi del Golfo, ma anche che Teheran capisca che questi paesi "non sono una minaccia". Il secondo elemento, aggiunge, "sono gli interessi comuni". "Dalla nascita della nostra regione fino a oggi, l'immagine degli interessi comuni è spesso stata assente", afferma al-Ansari. "Se si guarda, per esempio, al commercio tra i paesi del Golfo, senza nemmeno parlare dell'Iran, il commercio tra il Qatar e l'Italia è più alto di quello con alcuni stessi paesi del Golfo". Per Doha, l'obiettivo è uscire da questa fase e arrivare a una condizione in cui "esista la deterrenza, ma esistano anche interessi comuni", capaci di rendere molto alto il costo di ogni aggressione futura nella regione. La crisi, secondo al-Ansari, è anche il risultato del modo in cui Israele e Iran affrontano le proprie preoccupazioni di sicurezza. "Noi avevamo sempre avvertito che il modo con cui Israele e Iran affrontano le proprie preoccupazioni di sicurezza nella regione avrebbe prodotto questo risultato naturale", dice. Per Doha, il nodo è "l'esistenza nella regione di due Stati che credono che la soluzione ai loro problemi di sicurezza sia creare problemi di sicurezza per il resto della regione". Al-Ansari cita "gli attacchi israeliani in Libano, in Siria, a Gaza, in Cisgiordania, la guerra lanciata contro l'Iran", ma anche "i comportamenti dell'Iran in diversi paesi della regione, e i suoi attacchi contro i paesi del Golfo, compreso il Qatar". Sul dossier energetico, il ruolo italiano resta centrale. "La relazione con l'Italia è importante, perché l'Italia è anche un paese che rivende gas. È una porta per noi verso i mercati energetici europei", dice al-Ansari. "Le relazioni nel settore dell'energia sono molto forti, e speriamo di vedere qualcosa di nuovo in questo ambito", afferma. La guerra ha però inciso sui piani del North Field. "La nostra ambizione era cominciare nel 2027 la nuova espansione", spiega al-Ansari. "Ora, a causa di questa guerra, la nostra espansione comincerà a produrre solo dopo un anno, quindi nel 2028 o nel 2029 secondo le nostre stime attuali". Questo, avverte, "crea sfide importanti per voi in Europa".
M.Furrer--BTB