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Dargen D'Amico, 'in Italia non si discute dei rischi dell'IA'
Non pensavo mi avrebbero preso a Sanremo. Cover con Pupo, ma non dimentico Ucraina e Gaza
(di Cinzia Conti) Neanche Sergio Mattarella è riuscito a guardare gli occhi di Dargen D'Amico perché indossava gli immancabili occhiali. "Il presidente però ha visto gli occhi più importanti, quelli del cuore. E poi ai controlli di sicurezza qualcuno li avrà visti..." spiega all'ANSA l'artista che sarà in gara al festival di Sanremo con il più che attuale brano "AI AI". E dice di essere pronto alla sua terza partecipazione, anche se, ammette, "è come essere nudi in pubblica piazza", ma "devi essere sincero in modo spudorato" e "coerente anche se rappresenti una minoranza". Il rapper, cantautore e produttore dice la sua anche sui voti dati dalla stampa alla sua canzone: "In media mi avete dato 6. Ma insomma datemi 3, perché prendere 6 è terribile, è una cosa che non posso accettare". E poi, tra le risate generali, chiede allo staff: "Ma avete dato da bere e da mangiare? E allora ecco perché allora vanno a Renga, lo sapete...". "AI AI - spiega - è un brano che ho scritto a puntate. Nel senso che l'idea ha un paio di anni e poi si è stratificata la canzone. Alla base del brano c'è sicuramente un grosso dubbio su cosa ci succederà tra poco, cioè quando la macchina prenderà il controllo e soprattutto c'è la riflessione sul fatto che, nonostante l'intelligenza artificiale stia entrando in modo molto forte e, a volte, anche violento nelle nostre vite, in alcuni casi in Italia non c'è un dibattito sui rischi. In particolare uno dei motivi che mi ha fatto scrivere la canzone è la pubblicazione e la produzione di giochi per bambini, orsacchiotti che contengono all'interno ChatGpt. E quindi che mettono in pericolo i piccoli di fronte allo choc e al lavaggio del cervello dell'IA. Oltre al rischio che qualche hacker potrebbe inserirsi". A questo proposito mostra l'immagine diffusa dalla polizia dopo gli scontri a Torino che secondo secondo facta.news è stata modificata con l'IA. "Prima che le forze dell'ordine decidano di utilizzare fotografie modificate con l'IA cosa non succederà mai... a parte le battute, è una cosa importante, significa che non possiamo più fidarci di quello che vediamo, che tutto quello che succederà da qui in avanti potrebbe essere falso e che quindi non esisterà più niente di vero. È uno choc grosso quello che dovremo affrontare'. D'Amico non sa se avrebbe messo il brano nel nuovo disco "Doppia mozzarella", in uscita venerdì 27 marzo, che è il frutto di un lavoro di due anni: "AI AI gira su sonorità anni '70, perché è una fase della musica in cui il computer e quindi la macchina cominciavano ad avere un grosso peso nella produzione musicale e mi sembrava una bella metafora per raccontare il mondo in cui viviamo". Dopo le polemiche del 2024 per l'appello per il cessate il fuoco a Gaza ("Oggi sarebbe più facile farlo, ormai è diventato un sentire comune. Credo che nessuno abbia dubbi su cosa è successo in Palestina" dice), l'artista ammette che non pensava che lo riprendessero a Sanremo. "Non c'erano stati più grossi contatti tra me e la casa madre Rai - e sottolineo madre - per cui io ho davvero rispetto per chi ha guardato tanto la Rai e anche Sanremo e pensa che abbia ancora un ruolo importante nella vita di questo Paese. La Rai, non abbandoniamola, se ne stanno andando tutti e, non so se ve ne siete accorti, non è migliorata negli ultimi anni. Ma ci penseremo noi quest'anno con il nostro Sanremo che è stato anche battezzato come uno dei rappresentanti della cultura italiana contemporanea dal presidente della Repubblica" aggiunge. Su Doppia mozzarella dice nel consueto stile ironico e provocatorio: "Forse è l'ultimo disco che farò prima dell'avvento dell'intelligenza artificiale. Ancora non sappiamo se un testo è scritto dall'IA, di chi è il copyright e questo è un dibattito molto importante che però non viene affrontato in Italia. Mi sembrava una buona idea per fare promozione dire che la canzone l'aveva scritta l'intelligenza artificiale... Io ho provato effettivamente a scrivere dei testi con l'IA ma sono troppo puliti, troppo netti, mancano tutti gli errori che mi piace mettere nella scrittura". Dargen D'Amico ha anche ideato un progetto editoriale e visivo, "AI AI Short Documentary", che estende la performance musicale in un'indagine sul presente: "Ho interpellato specialisti, menti che si occupano di IA in questo momento in Italia e non solo. Ho cercato di rappresentare con loro quelli che sono tre macro temi che mi interessano legati all'intelligenza artificiale. Il primo è il futuro della creazione artistica, della musica e non solo dell'intrattenimento più in generale. Poi il rapporto uomo-macchina, quindi le evoluzioni prossime dietro l'angolo della tecnologia. E poi, perché sono un sognatore, il terzo tema è la sanità, la salute, se effettivamente con l'intelligenza artificiale la sanità diventerà davvero democratica. Perché adesso viviamo in un mondo in cui c'è chi può accedere alle cure e chi no". Infine la serata cover dove assieme a Pupo e Fabrizio Bosso si esibirà su una sorprendente "Su di noi": "Volevo utilizzare musiche che provengono anche da ambienti, culture, luoghi diversi e fare una sintesi per dare un messaggio di unione, di condivisione e convivenza. Non era facile convincere un big della musica italiana a prestarmi un pezzo, a farmelo rimaneggiare per lanciare un messaggio. Non avevo trovato nessuno, fino a che Carlo Conti mi ha suggerito Pupo che ha accettato sulla fiducia, sulla carta". Pupo che è tra i cantanti italiani che continuano a esibirsi in Russia. "Non mi sono dimenticato né dell'Ucraina né dello scempio che fanno le istituzioni russe, ma anche del fatto che noi siamo complici come Stato italiano del genocidio di Gaza".
D.Schneider--BTB