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Polonia chiede a Bruxelles di multare Meta per banner truffa
La Polonia ha richiesto ufficialmente alla Commissione Europea di aprire un'indagine contro Meta e di imporre una sanzione di almeno 250 milioni di euro. La richiesta, avanzata dal vice premier Krzysztof Gawkowski, si basa sull'accusa che la società non abbia esercitato un controllo sufficiente sugli annunci pubblicitari truffaldini, nonostante le reiterate segnalazioni delle autorità.
La Polonia ha chiesto alla Commissione Europea di sanzionare Meta con una multa di almeno 250 milioni di euro per presunta violazione di almeno sei articoli del Digital Services Act. La richiesta è stata avanzata dal vice primo ministro Krzysztof Gawkowski, che ha sollecitato l'apertura di un'indagine formale nei confronti della società tecnologica.
In una lettera indirizzata al commissario europeo Henna Virkkunen, Gawkowski ha sostenuto che Meta non avrebbe fatto abbastanza per contenere le inserzioni pubblicitarie fraudolente nonostante le reiterate richieste delle autorità polacche. Il vice premier ha citato i dati di un'indagine dell'Istituto polacco delle ricerche, secondo cui su 122 campagne pubblicitarie truffa segnalate a Meta, solo il 13% è stato rimosso dalle piattaforme.
A supporto della posizione polacca, Gawkowski ha inoltre riportato statistiche dell'associazione dei consumatori BEUC. Secondo tale ente, in un controllo condotto su 13 paesi, solo il 27% delle truffe segnalate è stato rimosso non solo da Meta, ma anche da TikTok e Google.
Un'inchiesta di Reuters dello scorso anno aveva rivelato la lettura di documenti interni che indicavano come fino al 10% del fatturato di Meta deriverebbe da inserzioni relative a truffe. Il report sottolineava la difficoltà dell'azienda nel combattere il fenomeno senza intaccare i propri ricavi. In risposta, Meta aveva dichiarato di aver ridotto del 58% le segnalazioni degli utenti relative agli annunci truffa a livello globale e di aver rimosso più di 134 milioni di annunci fraudolenti nel 2025.
Al momento, la Commissione Europea non ha avviato alcuna indagine specifica relativa agli annunci truffa sui social network. Politico ricorda tuttavia che nel settembre 2025 l'istituzione aveva richiesto ad Apple, Booking, Google e Microsoft informazioni sui processi con cui combattono le frodi online.
J.Fankhauser--BTB