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Ranucci contesta la rimozione da Report e annuncia una vertenza contro la Rai
Sigfrido Ranucci ha respinto le destinazioni alternative prospettate dalla Rai dopo la sospensione dalla conduzione di Report, criticando la scelta dei nuovi presentatori e preannunciando una battaglia legale.
Sigfrido Ranucci ha reagito pubblicamente alla decisione della Rai di sospenderlo dalla conduzione di Report, sostenendo che le alternative prospettategli dall'azienda non siano coerenti con le motivazioni addotte per allontanarlo dal programma. Durante una tappa a Favignana del suo spettacolo Diario di un trapezista, il giornalista ha riferito che gli sarebbero stati proposti il Tg3, RaiNews oppure la sede di corrispondenza del Cairo.
Ranucci ha osservato di vivere sotto scorta già prima dell'attentato subito nell'ottobre 2025 e che all'estero non disporrebbe della stessa protezione. A proposito dell'ipotesi egiziana ha evocato il caso di Giulio Regeni e ha definito il Cairo una destinazione usata dalla Rai come sede punitiva. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo l'emersione, nell'indagine sull'attentato, del ruolo attribuito dagli inquirenti a Valter Lavitola, da lui in passato descritto come un amico fraterno.
La Rai ha indicato Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi come nuovi conduttori di Report. Ranucci ha definito la sostituzione una scelta mediocre e lesiva delle competenze maturate dalla redazione in trent'anni. Ha contestato anche il criterio del concorso sostenendo che una prova di selezione non misuri necessariamente la capacità di guidare una trasmissione investigativa complessa.
Il suo legale Roberto De Vita ha affermato che la decisione colpisce insieme la vittima di un attentato, il programma e l'indipendenza dell'informazione pubblica. La controversia dovrebbe quindi approdare al Tribunale di Roma. Ranucci ha dichiarato che non considera concluso il proprio rapporto con la trasmissione e che intende opporsi alla decisione in tutte le sedi disponibili.
In un messaggio sui social, il giornalista ha collegato la sospensione alle contestazioni sulla credibilità di Report nate dopo migliaia di articoli pubblicati in due mesi da testate vicine alla maggioranza. Ha aggiunto che continuerà a difendere la libertà di stampa e l'autonomia della magistratura.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Presentando a Lucera il libro Una nuova primavera, Conte ha attribuito la rimozione a una scelta maturata a Palazzo Chigi, indicando Giorgia Meloni e Giovanbattista Fazzolari. Secondo l'ex presidente del Consiglio, l'operazione sarebbe legata alla preparazione della campagna elettorale e a un più ampio controllo dell'informazione Rai. Si tratta di accuse politiche alle quali, nel testo disponibile, non è riportata una replica del governo.
F.Pavlenko--BTB