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Destra Gb sfida Burnham, 'tagli al welfare per accelerare sul riarmo'
Badenoch li promette se Tory tornano al governo. Mentre il Labour resta cauto
S'infiamma nel Regno Unito la polemica sulle spese extra per la difesa e il riarmo - sullo sfondo dell'escalation delle tensioni internazionali, fra Occidente e Russia in primis - dopo il cambio della guardia al vertice del governo laburista fra l'impopolare Keir Starmer e Andy Burnham. Il nuovo premer ha garantito il rispetto degli impegni in materia in relazione all'obiettivo dell'aumento degli stanziamenti militari e per la sicurezza al 5% entro il 2035; ma ha frenato su quello intermedio del 3,5% entro il 2030 già indicato dal suo predecessore, in attesa di una revisione dei conti pubblici e della presentazione della prossima manovra finanziaria d'autunno a ottobre da parte del neocancelliere dello Scacchiere (ed ex ministro della Difesa), John Healey. Frenata presa di mira dalla destra e in particolare dalla leader dell'opposizione Tory, Kemi Badenoch, favorevole a un taglio significativo della spesa sociale per dare priorità in questa fase alla "sicurezza nazionale". Taglio che lei stessa si è detta pronta ad adottare immediatamente, attrtaverso una riforma dimagrante del welfare e dei sistema di sussidi britannici, laddove i conservatori dovessero tornare al potere. A invocare tagli alla spesa pubblica non destinata alla difesa, in un contesto d'impennata degli interessi britannici sul debito, sono pure vari giornali di establishment. Mentre alcune indiscrezioni attribuiscono al nuovo governo laburista l'intenzione di puntare semmai su una tassa ad hoc per assicurare fondi allla spesa militare, oltre che su un possibile congelamento del meccanismo del 'trple lock' di aggiornamento annuo del potere d'acquisto delle pensioni di Stato: sorta di scala mobile garantita nel Regno anche ai pensionati a più alto reddito.
L.Janezki--BTB