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Ellen Burstyn Leone d'oro alla carriera, 'Hollywood? Una fabbrica di hamburger'
L'attrice al Lido anche interprete per Maggie Gyllenhaal e Kornel Mundruczo
Hollywood, che definisce "una fabbrica di hamburger", ma anche la condizione delle donne nel cinema "che è cambiata enormemente", l'unica volta in cui ha incrociato Marilyn Monroe: sono stati solo alcuni dei temi toccati in conferenza stampa da Ellen Burstyn, protagonista al Lido dove riceve il secondo Leone alla carriera dell'83/a Mostra del cinema, dopo quello attribuito in apertura a George Clooney. La grande attrice, classe 1932, porta a Venezia anche due nuove interpretazioni presentate fuori concorso, quella in Flesh Impact, il corto con Dakota Johnson su Marilyn Monroe diretto dalla presidente della giuria internazionale di quest'edizione, Maggie Gyllenhaal (che pronuncerà anche la laudatio in onore di Burstyn) e Place to Be, il film di Kornel Mundruczo. In Flesh Impact l'attrice interpreta "Marilyn immaginata se fosse arrivata a 100 anni" dice sorridendo. Alcuni pensano che "l'abbia incontrata all'Actor's studio, ma sfortunatamente non è vero, era già morta quando ho iniziato a frequentarlo. Però una volta l'ho incrociata, in un locale notturno. Era seduta poco distante da me, e naturalmente sono rimasta incantata a guardarla. Era una creatura magica. Poi lei ha incrociato il mio sguardo e ha annuito. Una cosa che mi ha emozionato molto, mi sembrava impossibile si rivolgesse a me. È un momento che da allora porto nel mio cuore". Venendo al suo percorso, la situazione per le donne a Hollywood "è cambiata enormemente - spiega -. Quando ho iniziato, non c'erano donne sul set, dietro la macchina da presa o nelle troupe, solo noi attrici. Poi lentamente, grazie anche all'impegno di persone come Gloria Steinem, che è appena scomparsa, la mentalità ha iniziato a cambiare. All'inizio si trattava di una segretaria di edizione. Poi di un'assistente alla macchina da presa. E lentamente si è arrivati all'integrazione delle donne. Non siamo ancora al 50 e 50 ma ci stiamo avvicinando". "Come interprete mi dà grande soddisfazione continuare a rimanere in contatto con la generazione più giovane. Ho scoperto che i registi di talento sono al massimo della loro creatività all'inizio della carriera, ma dopo aver girato qualche film e aver attraversato quella che io chiamo la fabbrica di hamburger di Hollywood, loro perdono parte della loro innocenza, della loro creatività spontanea, diventano disillusi, professionali", sottolinea. A chi infine le chiede quali storie valga la pena di raccontare oggi, lei risponde sorridendo: "Il mio Paese sta offrendo molte storie da esplorare da un punto di vista artistico e politico... io comincerei da questo".
O.Bulka--BTB
