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Le Storie di S. Francesco di Giotto tornano protagoniste in S.Croce a Firenze
Restauro, durato 4 anni, esalta intensità espressiva e concezione spazio del maestro
Dopo quattro anni di lavoro è terminato il restauro delle Storie di San Francesco affrescate da Giotto, nella Cappella Bardi in Santa Croce a Firenze. L'intervento ha restituito una lettura più chiara della pittura giottesca, mettendone in luce l'intensità espressiva e la rivoluzionaria concezione dello spazio dipinto. Il progetto di studio e il restauro sono stati promossi dall'Opera di Santa Croce con l'Opificio delle Pietre dure e finanziato da ministero della Cultura, Fondazione Cr Firenze, Arpai, e donatori. Nell'anno in cui si celebra l'ottavo centenario del Transito di Francesco d'Assisi le sei scene della cappella riportano a momenti cruciali della sua vita: la rinuncia ai beni paterni, l'approvazione della Regola, l'apparizione al Capitolo di Arles, la prova del fuoco davanti al Sultano, la morte, l'apparizione a frate Agostino e al vescovo Guido. Il restauro rende ora più chiare differenze tecniche e di stile dei pittori che hanno operato nella cappella sotto il coordinamento di Giotto. Una conferma è anche la capacità di Giotto di piegare le tecniche alle proprie necessità espressive e operative, lavorando su una base a fresco, ma facendo poi ampiamente uso di tecniche a secco, per poter contare su una più ampia gamma di pigmenti, variando così gli effetti cromatici e spaziali. L'immagine restituita permette di comprendere meglio l'invenzione figurativa e spaziale di Giotto, mantenendo al tempo stesso visibili le vicende alterne che hanno segnato il ciclo nel corso dei secoli: la scialbatura a calce nei primi decenni del '700, la riscoperta nel 1851 con il restauro di Gaetano Bianchi e poi l'intervento di Leonetto Tintori tra il 1957 e il 1959. Durante la prima fase del restauro sono state consolidate le parti più fragili, ridotti pericolosi fenomeni di degrado, rimossi depositi e materiali alterati e sostituito molte delle vecchie stuccature sintetiche risalenti al precedente restauro con impasti più compatibili con gli intonaci originali. Durante la seconda fase si è proceduto alla definizione dell'immagine finale con la delicata integrazione delle lacune e a interventi finalizzati a restituire immediata leggibilità all'invenzione spaziale di Giotto, elemento cruciale della sua rivoluzione pittorica.
T.Bondarenko--BTB