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Jean Dubuffet e i vitalissimi ultimi anni
Alla Fondation che porta il suo nome fino al 20 ottobre ''Pulsioni''
(di Elisabetta Stefanelli) I volti appaiono dall'intrigo caotico del colore eppure non regna il caos ma la linea che sottintende a quel bisogno di lasciare un segno che faccia rumore. Anche nel bianco e nero, dove l'illustrazione sembra vincere, sono la linea e il punto ad avere il carattere di una sospensione possibile prima del precipizio. È Pulsioni. Jean Dubuffet. Gli ultimi anni (1974-1985), la bellissima mostra che racconta gli ultimi dieci anni di vita del grande artista attraverso 150 opere, ultime ma vitalissime. Dalle maschere africane al fumetto, il nanismo della sua umanità non è fisico ma concettuale, grottesco ma in fondo positivo, e si agita tra la matita fumettistica e il colore vivace fino alla violenza. La Fondation Dubuffet di Parigi, già di per se' un piccolo capolavoro nascosto in un giardino nel cuore del VII arrondissement, presenta fino al 24 ottobre questa importante mostra a cura di Déborah Lehot-Couette, direttrice scientifica e delle collezioni della Fondation, che occupa i tre piani dell'edificio, incentrata sulla sua produzione artistica nei suoi ultimi anni prima della morte nel 1985. Totalmente realizzata con le opere che lui stesso ha donato all'istituzione nata nel 1976, ad eccezione dell'ultimo dipinto completato da Jean Dubuffet il 1 dicembre 1984, "Pulsions". È infatti a 73 anni, in condizioni di salute precarie che lo costringono a dipingere da seduto, che Dubuffet intraprese una nuova fase dopo aver concluso il noto ciclo Hourloupe, che si era protratto per 12 anni e aveva ottenuto riconoscimento internazionale. Nonostante le difficoltà anche fisiche e l'età avanzata realizzò oltre 1.500 dipinti, più di 1.000 disegni e circa venti serie. In questa rassegna sono esposte oltre 150 opere tra dipinti, disegni, litografie, serigrafie e libri illustrati, organizzate in quattro sezioni tematiche, una per piano accompagnate da pannelli fortemente esplicativi e foto dell'artista in quello stesso periodo. L'esposizione prende il titolo dall'ultimo dipinto di Dubuffet, completato il 1 dicembre 1984 Pulsions appunto e pur essendo un periodo tardo rimane tutta la libertà del gesto e l'audacia costante che hanno caratterizzato la sua arte per tutta la sua vita, fino alla fine, con una energia creativa veramente straordinaria. L'impegno è sempre quello di rinnovare il proprio linguaggio artistico e produrre un'opera in perpetua trasformazione, trovare nuove strade esplorando forme e colori e materiali diversi.
W.Lapointe--BTB
