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Aisi, 'farmacia dei servizi non può sottrarsi a regole comuni'
'Senza requisiti per test e referti si rompe equità del sistema'
La farmacia dei servizi è un elemento importante della sanità territoriale, "ma non può essere sottratta a un quadro regolatorio comune e omogeneo". Lo ribadisce Aisi, Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, dopo che in Parlamento, il 12 novembre scorso, è stato ufficializzato che "tutti gli emendamenti legati ai requisiti per la farmacia dei servizi sono stati ritirati, respinti o dichiarati decaduti". Per l'Associazione, il risultato è che "i requisiti sono stati completamente eliminati" e che "le farmacie potranno erogare test diagnostici e firmare referti senza alcun requisito. Due pesi e due misure per la stessa prestazione sanitaria". Aisi avverte che, se confermata, la norma permetterà alle farmacie di operare senza autorizzazione, accreditamento, requisiti strutturali o personale qualificato, condizioni invece richieste alle strutture sanitarie indipendenti. Una scelta ritenuta "estremamente negativa e pericolosa" perché introdurrebbe un trattamento sanitario disomogeneo. "La sicurezza del paziente è un principio inderogabile. Consentire alle farmacie di eseguire test diagnostici e firmare referti senza requisiti - spiega Karin Saccomanno, Presidente Aisi- mentre le strutture sanitarie devono affrontare percorsi complessi di autorizzazione e accreditamento, rappresenta una frattura profonda nell'equità del sistema". Preoccupazioni anche sul fronte concorrenziale. Secondo Giovanni Onesti, Direttore Generale Aisi, "le imprese sanitarie indipendenti sono sottoposte a controlli stringenti, a obblighi strutturali e alla presenza di personale qualificato. Eliminare ogni requisito per le farmacie crea concorrenza sleale e offre ai cittadini prestazioni non uniformi per qualità, sicurezza e garanzie". Aisi segnala inoltre criticità normative: "le prestazioni previste dal nuovo impianto normativo, come test diagnostici con prelievo biologico, servizi di telemedicina con valore clinico, attività che richiedono personale sanitario qualificato, rientrano oggi, per tutte le strutture private, nel sistema di autorizzazione sanitaria disciplinato dal D.lgs. 502/1992. L'eliminazione dei requisiti e dei controlli regionali determinerebbe una deroga sostanziale alla disciplina sugli standard strutturali, organizzativi e professionali, generando un accreditamento di fatto senza verifiche, né programmazione territoriale". In assenza di correttivi, Aisi annuncia possibili azioni legali. "Sarà inevitabile valutare ricorsi al Tar, segnalazioni all'Autorità Garante della Concorrenza e iniziative in sede europea - conclude Fabio Vivaldi, Segretario Generale Aisi - agiremo per ristabilire parità di trattamento".
B.Shevchenko--BTB