-
Harriet Sperling, dall’infermieristica all’ingresso nella famiglia reale britannica
-
RomaFashion White premia l’alta moda sposa e il valore del lavoro artigianale
-
Pauline Ducruet racconta in tv il legame con Stéphanie di Monaco e Daniel Ducruet
-
L’Eredità, polemiche sulle nuove Professoresse e sull’assenza di Greta Zuccarello
-
Armi autonome, fondi e Onu chiedono regole internazionali per i sistemi militari basati sull’IA
-
Midterm Usa, nuovi primati per donne nere, native americane e musulmani
-
Trump dopo il midterm: veto, rimpasto e scontro con il Congresso nei prossimi due anni
-
Nikkei scende del 1,42% per timori sulla regolamentazione dell'IA
-
Conservatori delusi da Trump, il dissenso Maga pesa sul voto di metà mandato
-
Oleshky, la mediazione di Leone XIV apre una tregua per soccorrere i civili
-
Marco Ladisa resta a Trento e punta alla doppia cifra
-
Veneto, variazione di bilancio da 48,8 milioni per infrastrutture e servizi
-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
Maculopatia senile, positivi i primi dati sulla terapia genica
Potrebbe curarla con 1 sola iniezione. Via libera atteso nel '27
La terapia genica potrebbe essere presto utilizzata per curare in modo definitivo anche malattie oculari comuni, e non solo forme rare, a partire dalla maculopatia senile umida, la forma più aggressiva e rapida di degenerazione maculare legata all'età. Sono infatti positivi i primi dati di efficacia fino a 4 anni della terapia genica ABBV-RGX-314: in un vicino futuro, potrebbe dunque bastare una sola iniezione per curare la patologia e l'approvazione per la nuova terapia è attesa nel 2027. A dimostrarlo sono i dati più aggiornati con un follow-up fino a 4 anni presentati al congresso internazionale FLORetina in corso a Firenze, che confermano i risultati di un recente studio pubblicato su The Lancet che ha valutato la compatibilità biologica e il potenziale terapeutico della terapia genetica ABBV-RGX-314. Positivi a 2 anni anche gli esiti delle sperimentazioni su una seconda terapia, la 4D-150. Entrambe le terapie potrebbero potenzialmente ridurre fino a una sola le iniezioni intravitreali necessarie per il trattamento della malattia ed essere disponibili dal 2027. "I risultati presentati hanno dimostrato efficacia e sicurezza della terapia sia da un punto di vista anatomico, che funzionale con stabilizzazione o miglioramento dell'acuità visiva. Inoltre, molti pazienti hanno avuto bisogno di poche o, addirittura, nessuna iniezione supplementare di anti-Vegf durante gli anni di follow-up, dimostrando la capacità di RGX-314 di fornire una risposta duratura dopo una singola somministrazione", afferma Stanislao Rizzo, presidente di FLORetina Icoor, direttore del Dipartimento di Oculistica del Policlinico A. Gemelli Irccs e Professore ordinario di Oculistica presso l'Università Cattolica di Roma.
H.Seidel--BTB