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'La mia vita in uno scatto', in mostra cicatrici e coraggio delle pazienti oncologiche
Evento a margine di un focus medico su terapie per carcinomi di ovaio ed endometrio
Le cicatrici svelate per la prima volta senza il filtro della paura, l'uncinetto stretto tra le mani durante la chemio, simbolo di una normalità da riconquistare punto dopo punto. Si intitola "La mia vita in uno scatto" la mostra fotografica allestita, a partire da oggi pomeriggio, all'SHotel di San Giovanni Teatino (Chieti), a margine di un focus medico sulle nuove frontiere terapeutiche per i carcinomi di ovaio ed endometrio. L'obiettivo dello Studio Visione 360 di Pescara è entrato nella quotidianità delle pazienti della Clinica oncologica di Chieti-Ortona, fermando in immagini i momenti cruciali della "vita oltre la diagnosi". Non cartelle cliniche, ma istantanee di resistenza: c'è il marito che diventa pilastro silenzioso, la sorella che si fa scudo, le scarpine di un bimbo che raccontano la speranza di futuro. Tra gli scatti più intensi, quello di una zia che impara a lavorare a maglia dalla nipote proprio durante le sedute di terapia, trasformando il tempo della cura in tempo di vita. Un percorso di umanizzazione voluto da Consiglia Carella, oncologa dell'ospedale di Chieti e responsabile scientifico dell'evento, che ha scelto di affiancare al dibattito clinico su PARP inibitori e immunoterapia la narrazione visiva del percorso delle donne. L'esposizione, promossa con il contributo dell'associazione "Voi & Noi Insieme", punta a rompere i tabù estetici ed emotivi che spesso accompagnano le neoplasie ginecologiche. In una delle immagini simbolo, una donna sceglie di offrire allo sguardo i segni fisici del percorso affrontato sul proprio corpo, infrangendo la barriera del pudore. A dare voce a queste storie, la lettura poetica di Lucianna Ripalta Colopi, già dirigente della Polizia di Stato, con una riflessione dedicata alla forza delle donne.
G.Schulte--BTB