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Asma, un prelievo di sangue prevede se paziente avrà attacchi in futuro
'Test' svela rischio di riacutizzazione in un periodo di 5 anni
Messo a punto un nuovo metodo basato su un prelievo di sangue per prevedere gli attacchi di asma futuri e quindi gestire al meglio la malattia nel lungo periodo: è il risultato di un lavoro su Nature Communications, condotto dagli esperti del Mass General Brigham di Boston e dell'istituto Karolinska di Stoccolma. L'asma è una delle malattie croniche più diffuse al mondo: colpisce oltre 500 milioni di persone. Le riacutizzazioni, comunemente dette attacchi d'asma, sono una delle principali cause di morbilità e costi sanitari. I medici attualmente non dispongono di biomarcatori affidabili per identificare i pazienti ad alto rischio di attacchi futuri e per distinguere tra pazienti stabili e soggetti a gravi riacutizzazioni. Lo studio ha analizzato i dati di tre ampi gruppi di pazienti affetti da asma, per un totale di oltre 2.500 partecipanti, supportati da decenni di cartelle cliniche elettroniche. I ricercatori hanno misurato piccole molecole nel sangue di soggetti con asma, identificando un'importante relazione tra due classi di molecole, sfingolipidi e steroidi, e il controllo dell'asma. In particolare, hanno scoperto che il rapporto tra le concentrazioni di sfingolipidi e steroidi potrebbe predire il rischio di riacutizzazione in un periodo di 5 anni. "Una delle maggiori sfide nel trattamento dell'asma è che attualmente non disponiamo di un metodo efficace per prevedere quale paziente avrà un attacco grave nel prossimo futuro", afferma Jessica Lasky-Su della Harvard Medical School. "I nostri risultati risolvono un'esigenza critica insoddisfatta. Misurando l'equilibrio tra specifici sfingolipidi e steroidi nel sangue, possiamo identificare i pazienti ad alto rischio con una precisione del 90%, consentendo ai medici di intervenire prima che si verifichi un attacco".
A.Gasser--BTB