-
Harriet Sperling, dall’infermieristica all’ingresso nella famiglia reale britannica
-
RomaFashion White premia l’alta moda sposa e il valore del lavoro artigianale
-
Pauline Ducruet racconta in tv il legame con Stéphanie di Monaco e Daniel Ducruet
-
L’Eredità, polemiche sulle nuove Professoresse e sull’assenza di Greta Zuccarello
-
Armi autonome, fondi e Onu chiedono regole internazionali per i sistemi militari basati sull’IA
-
Midterm Usa, nuovi primati per donne nere, native americane e musulmani
-
Trump dopo il midterm: veto, rimpasto e scontro con il Congresso nei prossimi due anni
-
Nikkei scende del 1,42% per timori sulla regolamentazione dell'IA
-
Conservatori delusi da Trump, il dissenso Maga pesa sul voto di metà mandato
-
Oleshky, la mediazione di Leone XIV apre una tregua per soccorrere i civili
-
Marco Ladisa resta a Trento e punta alla doppia cifra
-
Veneto, variazione di bilancio da 48,8 milioni per infrastrutture e servizi
-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
Per due italiani su tre problemi mentali legati a vergogna e discriminazione
Il rapporto Censis-Lundbeck. Aumenta propensione a ricorrere a un professionista
Secondo gli italiani persiste uno stigma sociale fortemente associato alle malattie mentali, soprattutto per le malattie psichiatriche: il 67,9% ritiene che su questi disturbi pesino ancora vergogna e discriminazione, mentre i disturbi neurologici vengono considerati meno soggetti a stigma (44,9%). Inoltre prevale la convinzione che la situazione di vita di chi soffre di problemi mentali sia ancora segnata dalla vergogna e dall'isolamento sociale (lo pensa circa il 59% degli italiani). È quanto emerge dall'indagine 'Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani' realizzata dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia e presentata oggi a Roma. Con riferimento a sé stessi il 50,3% del campione intende per salute mentale l'assenza di disagio psicologico e quindi l'assenza di problemi che incidono sullo stato emotivo, come ansia e depressione lieve. A livello culturale emerge una propensione ormai diffusa a rivolgersi ad un aiuto professionale, con l'82,0% che ricorrerebbe o è già ricorso ad un professionista nel caso in cui si dovesse fronteggiare un problema di salute mentale, segnale di una tendenza normalizzazione che, in primo luogo per i disagi percepiti come non gravi. Inoltre, nell'indagine viene rilevato che il 62,8% degli intervistati pensa che salute mentale e salute del cervello non coincidono e si tende a distinguere tra malattie neurologiche e del neurosviluppo (salute del cervello) e malattie psichiatriche (salute mentale). Tra le malattie del cervello vengono indicate prima di tutto tumori del cervello (42,8%) e demenze (40,7%), mentre tra le malattie indicate come problemi di salute mentale prevalgono depressione (52,0%) e forme di paranoia e manie (34,5%). Si tratta di una concezione in cui è poco presente la consapevolezza di un'interdipendenza tra salute mentale e del cervello. "I fattori che gli italiani ritengono più importanti per promuovere la salute mentale e del cervello superano la tradizionale dicotomia e appaiono trasversali, coniugando gli aspetti individuali, come stili di vita sani (64,5%), relazioni familiari e vita sociale positive (52,2%) e equilibrio tra lavoro e vita privata (39,3%), a quelli più legati ai determinanti sociali ed ambientali, come un ambiente di vita socialmente non degradato (28,3%)", spiega infine Ketty Vaccaro, responsabile ricerca biomedica e salute del Censis.
O.Lorenz--BTB