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Verso cura senza bisturi per una grave malattia del cranio nei bambini
Approccio basato su nanoparticelle a somministrazione locale
Verso una terapia non invasiva per una malattia rara che oggi richiede diversi interventi chirurgici già dalla prima età pediatrica, la craniosinostosi, caratterizzata da malformazioni del cranio: un 'silenziatore genico' (tecnicamente detto piccolo Rna interferente - siRna) veicolato localmente da nanoparticelle con un gel iniettabile prodotto tramite stampa 3D può spegnere il gene difettoso responsabile della malattia. È la promessa che arriva dagli studi coordinati da Wanda Lattanzi all'Università Cattolica di Roma e genetista presso la Neurochirurgia Infantile del Gemelli IRCCS, recentemente pubblicati sulle riviste Molecular Therapy Nucleic Acid e Regenerative Biomaterials. Le craniosinostosi sono malformazioni congenite dello sviluppo cranio-facciale, dovute alla prematura ossificazione e chiusura delle suture (le regioni elastiche che confluiscono nelle cosiddette fontanelle). Una delle forme più gravi, la sindrome di Crouzon, è caratterizzata da deformità evidenti del cranio e del volto, che causano alterazioni della vista, dell'udito e della respirazione, che peggiorano progressivamente fino ad essere anche letali, se non si interviene precocemente. La malattia è causata prevalentemente da mutazioni nel gene del recettore del fattore di crescita dei fibroblasti 2 (FGFR2), che causano l'accelerazione patologica dell'ossificazione nelle suture craniche. Oggi si ricorre a interventi chirurgici multipli, che iniziano a pochi mesi di vita. Gli esperti hanno messo a punto dei silenziatori del gene mutato, che ripristinano il corretto funzionamento del gene stesso e quindi impediscono l'ossificazione prematura delle suture. Il team ha anche sviluppato delle nanoparticelle in grado di trasportare il silenziatore e veicolarlo selettivamente all'interno delle cellule e un idrogel (materiale gelatinoso iniettabile) biocompatibile, creando un dispositivo medico iniettabile per via percutanea e modellabile per riempire i difetti ossei da trattare. I silenziatori hanno dimostrato di poter causare fino al 90% di abbattimento del gene mutato e di sfuggire alla degradazione, restando efficaci fino a 20 giorni dalla somministrazione. "I risultati sono significativi perché aprono la strada ad un approccio di medicina di precisione e minimamente invasivo" - spiega Lattanzi che ha ottenuto diversi finanziamenti dalla Regione Lazio, dal Ministero della Salute, dalla fondazione AFM Telethon francese e dall'unione europea.
N.Fournier--BTB