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Nursing Up, 'un pasticcio le nuove lauree magistrali infermieristiche'
Il presidente De Palma, 'mancano i fondi necessari e indicazioni contrattuali congrue'
"Un pasticcio". Così viene definita, in una nota diffusa dal sindacato di infermieri Nursing Up, l'istituzione delle nuove lauree magistrali infermieristiche a indirizzo clinico, recentemente oggetto di disamina al Senato nell'ambito della riforma delle professioni sanitarie. "Le nuove lauree rappresentano senza dubbio un'evoluzione della professione - spiega il segretario di Nursing Up, Antonio De Palma -. Il problema è che, ancora una volta, ci troviamo di fronte a un provvedimento limitativo e monco, che così com'è non porterà alcun beneficio tangibile a medio termine, né all'intera professione infermieristica, né alla cittadinanza". Per De Palma "mancano i fondi necessari e indicazioni chiare su una collocazione contrattuale congrua per questi professionisti: la pubblica amministrazione ha previsto il loro inserimento nell'area dell'elevata qualificazione del comparto sanità, quando invece queste figure dovrebbero essere collocate nell'area della dirigenza". Il tema della mancata collocazione contrattuale e dell'assenza di fondi dedicati per le nuove lauree magistrali a indirizzo clinico si inserisce in un quadro più ampio di progressivo disinvestimento sul personale sanitario, denuncia il sindacato. Secondo Nursing Up, che cita i dati della Fondazione Gimbe, tra il 2012 e il 2024, la spesa destinata al personale è scesa dal 39,7% al 36,6% della spesa sanitaria complessiva, una riduzione che si traduce in una perdita virtuale di 33,04 miliardi di euro, di cui 12,82 miliardi concentrati nel solo periodo 2020-2024. Sul fronte opposto, l'introduzione della figura dell'assistente infermiere viene letta da Nursing Up come una scorciatoia rischiosa. Una figura ibrida, con preparazione e competenze non sovrapponibili a quelle di un professionista sanitario, che rischia di trasformarsi in una vera e propria trappola organizzativa. E a pagarne le spese, sostiene il sindacato, è chi si trova al centro, ossia le figure infermieristiche di base. "Senza una professione infermieristica di base solida, tutelata e riconosciuta ogni intervento rischia di produrre nuovi squilibri - conclude De Palma -. Le nuove lauree magistrali a indirizzo clinico hanno senso solo se correttamente collocate e se poggiano su una base forte; le figure di supporto non possono diventare strumenti per scaricare responsabilità. Altrimenti il sistema non evolve: si scompensa al ribasso".
E.Schubert--BTB