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Retribuzione adeguata e contributi, alla Camera le richieste dei caregiver
Ferie, part time e smartworking per chi lavora anche fuori casa
Per il caregiver familiare che si occupa del suo assistito 24 ore su 24, "è indispensabile il riconoscimento come lavotatore, con: retribuzione adeguata; contribuzione previdenziale piena; accesso alle tutele sociali e assistenziali previste per ogni lavoratore, così come sancito dalla Costituzione. E' inoltre necessario: individuare l'ente erogatore dello stipendio (Stato o Inps); prevedere il riconoscimento retroattivo degli anni di assistenza già prestati; garantire ferie, riposi e caregiver sostitutivi; assicurare tutela economica e prevedenziale anche nella fase del 'dopo di noi' e del 'dopo di loro'. In aggiunta a questo, l'Isee si dimostra uno strumento inadeguato e discriminatorio per valutare la condizione del caregiver familiare h24, perché non riflette il reale carico assistenziale, economico e sociale sostenuto, pertanto va superato". Queste alcune delle richieste mosse alle istituzioni dall'associazione Caregiver familiari uniti (Cfu), nel documento 'Proposta per il riconoscimento giuridico, economico e sociale della figura del caregiver familiare', presentato oggi alla Camera. Nel documento vengono fatte richieste anche per quel che riguarda i cargiver familiari lavoratori, per cui devono essere garantiti: "diritto allo smartworking senza limiti settimanali; possibilità di scelta della sede di lavoro; part-time prefenziale e obbligatorio su richiesta; contributi figurativi per tutti gli anni di parziale o totale uscita dal mercato del lavoro; riconoscimento del lavoro di cura come lavoro usurante, con prepensionamento; nessuna distinzione tra lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti. Le tutele vanno riconsciute anche ai caregiver familiari orfani, minorenni, studenti, con disabilità, sibling e caregiver 'doppi', (con a carico 2 persone)". Inoltre, i caregiver familiari chiedono il riconoscimento di diritti certi, uniformi ed esigibili su tutto il territorio nazionale. In particolare, dicono 'no' a: "gestione regionale delle misure, che genera disuguaglianze territoriali; utilizzo dell'Isee come criterio di accesso alle tutele; corsi obbligatori come condizione per il riconoscimento; obbligo o vincolo lavorativo esclusivo come Oss; rendicontazione obbligatoria delle attività di cura". Viene inoltre richiesta "|'istituzione dei registri regionali dei caregiver familiari e servizi come lo sportello psicologico stabile, servizi di telemedicina, digitalizzazione delle pratiche, voto a domicilio" e altre facilitazioni.
G.Schulte--BTB