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Allarme chikungunya nelle Americhe, 7.150 casi a gennaio
Oms, ripresa della trasmissione in aree in cui il virus non era presente da anni
"Tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, si è registrato un aumento sostenuto dei casi di chikungunya nei paesi e nei territori della regione americana, nonché una ripresa della trasmissione autoctona in aree che non avevano segnalato la circolazione del virus da diversi anni". È l'allarme lanciato dalla Pan American Health Organization, l'ufficio per le Americhe dell'Oms, che sottolinea come nel solo mese di gennaio nell'area siano stati registrati 7.150 casi di chikungunya e un decesso. La crescita delle infezioni, riferisce la Paho riguarda soprattutto il Brasile, la Bolivia meridionale e lo 'Scudo della Guiana', l'area tra Colombia, Guyana, Suriname, Guyana francese, Brasile e Venezuela. Al momento, la situazione, sebbene sotto osservazione, non sembra allarmante: "le dinamiche osservate possono corrispondere ai modelli epidemiologici attesi nei contesti in cui il vettore è presente", scrive la Paho. A preoccupare è soprattutto la ricomparsa dell'infezione in aree in cui non era presente da tempo. Per questo l'Organizzazione "esorta gli Stati membri a intensificare la sorveglianza epidemiologica e di laboratorio, a garantire l'individuazione precoce e un'adeguata gestione clinica dei casi", oltre a "a consolidare le azioni integrate di controllo dei vettori al fine di limitare la trasmissione".
K.Thomson--BTB