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Oms Europa, 'entro il 2030 possibile carenza di un milione di infermieri'
Contro la crisi, riconoscimento professionale e attenzione al benessere
Entro il 2030 la regione europea dell'Oms, che oltre all'Europa comprende i Paesi dell'Asia centrale, potrebbe andare incontro a una carenza di quasi un milione di infermieri. Lo rileva oggi l'ufficio europeo per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che per affrontare il problema pubblica un documento programmatico. "Gli infermieri rappresentano oltre la metà - il 56% - del personale sanitario, la maggior parte del quale è costituito da donne. Avere personale infermieristico sicuro non è quindi un lusso o un dettaglio amministrativo", ha affermato in una nota Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell'Oms Europa. "Si tratta di un investimento fondamentale per la sicurezza dei pazienti e dell'intero sistema sanitario. La questione infermieristica, osserva l'Oms è una 'bomba a orologeria' per i sistemi sanitari. Già dopo la pandemia era emerso il tema della carenza, che procedeva di pari passo a un deterioramento delle condizioni di lavoro che hanno favorito il burnout e l'abbandono della professione. A settembre dello scorso anno un rapporto Oms Europa aveva sottolineato la crescita del personale sanitario straniero per far fronte alle carenze interne: per gli infermieri si è osservato un aumento di 5 volte tra il 2014 e il 2023. "In tutta l'Ue ci troviamo di fronte a una carenza di professionisti sanitari e infermieri che soffrono di carichi di lavoro pesanti, pressioni sulla salute mentale e l'interesse per le carriere infermieristiche è in calo", ha affermato Sandra Gallina, a capo del direttorato per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione Europea. Ora, il documento programmatico dell'Oms traccia le direttrici per far fronte al problema: si va da un maggiore riconoscimento professionale ed economico, a un utilizzo di dati anche sul carico lavorativo dei professionisti, dalla formazione alla cura del benessere dei lavoratori. Il tutto in un'ottica di lungo periodo: "una riforma duratura richiede che governi, datori di lavoro, autorità di regolamentazione, sindacati e formatori collaborino e mantengano la rotta", conclude l'Oms.
L.Janezki--BTB