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Tumori, interazioni tra farmaci responsabili del 4% dei decessi
Oncologi, 'politerapia nei pazienti oncologici pone sfide uniche'
Due terzi dei pazienti oncologici in trattamento attivo sono a rischio di interazioni farmacologiche. Queste condizioni, quando gravi, sono la causa del 2% dei ricoveri ospedalieri e possono contribuire al 4% dei decessi nelle persone colpite da tumore. Questo il tema evidenziato nel convegno nazionale 'Le interazioni farmacologiche nella gestione del rischio clinico: guida ragionata nel percorso decisionale (e all'etica della scelta)', tenutosi oggi alla Statale di Milano. "Nella cura del cancro, il rischio di interazioni farmacologiche è aumentato dall'uso concomitante di farmaci di supporto come antiemetici, anticonvulsivanti, analgesici e corticosteroidi", ha affermato Gianluca Vago, direttore del dipartimento di oncologia ed emato-oncologia (Dipo) della Statale di Milano. "L'elevata prevalenza della politerapia nei pazienti oncologici - ha proseguito - pone una serie di sfide uniche, perché è in grado di compromettere l'efficacia e la sicurezza delle cure anti-cancro, portando a una riduzione dell'effetto terapeutico o a eventi avversi inaspettati. Queste reazioni possono essere gravi e imporre un onere significativo al Servizio Sanitario Nazionale, per l'aumento dei ricoveri ospedalieri, della morbilità e della mortalità". L'introduzione di nuove molecole antitumorali orali nella pratica clinica ha aumentato la complessità della gestione delle interazioni farmacologiche. Uno studio su oltre 5.600 casi di interazioni farmacologiche ha rilevato che le terapie mirate rappresentavano il 63% delle interazioni, rispetto agli agenti citotossici (21%) e alle terapie ormonali (19%). "I Patient reported outcome (Pro) sono strumenti importantissimi nella valutazione dei trattamenti anticancro e della qualità di vita, perché aggiungono i dati riferiti direttamente dai pazienti, senza alcun filtro, ampliando le conoscenze sul valore delle terapie - ha spiegato Gabriella Pravettoni, ordinaria di psicologia delle decisioni al Dipo della Statale di Milano e direttrice della divisione di psiconcologia dello Ieo -. È importante migliorare la tempestività con cui queste informazioni vengono raccolte".
K.Brown--BTB