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Tumori, in Italia 362mila casi nel 2025. La mortalità cala ma al Sud è più alta del 5%
Airtum, 'criticità nel Meridione e tra le donne per il peggioramento di stili di vita'
Nel 2025 sono stimati 362.100 nuovi casi di tumore (182.300 uomini, 179.800 donne) e si riduce il divario tra Nord e Sud: nelle regioni meridionali aumentano stili di vita meno salutari e di conseguenza scompare il tradizionale vantaggio che aveva in termini di minore incidenza. Migliora la sopravvivenza a 5 anni ma resta un divario del 5% a sfavore di Sud e Isole rispetto al Centro-Nord. Sono i dati principali, presentati al ministero della Salute, dall'Associazione Italiana dei Registri Tumori (Airtum) elaborati sulla base di oltre 3 milioni di casi registrati da 34 Registri Tumori, che coprono circa l'80% della popolazione. Il tumore più frequente resta quello alla mammella (55.900 casi), seguito da polmone (43.500), colon-retto (41.700) e prostata (31.200, il più frequente tra gli uomini). Negli uomini diminuiscono sia incidenza (-1,9% annuo) sia mortalità (-1,8%). Nelle donne la mortalità cala (-0,6%), ma l'incidenza è stabile, con un aumento dei tumori al polmone (+2,3%), legato alla diffusione del fumo. In calo in entrambi i sessi fegato, colon-retto e stomaco; in aumento il melanoma. Le donne hanno una sopravvivenza più alta degli uomini (74,1% vs 70,7%). Per quanto riguarda i tumori pediatrici e adolescenziali, l'incidenza è stabile nei bambini (0-14 anni) con sopravvivenza all'85% (+2%). Negli adolescenti (15-19 anni) aumentano quelli alla tiroide e il melanoma ma aumenta anche la sopravvivenza, salita all'89% senza particolari differenze geografiche. "I dati confermano progressi nella prevenzione e nella cura, ma evidenziano criticità nel Sud e tra le donne, soprattutto per i tumori fumo-correlati", ha spiegato, illustrando i dati al ministero della Salute, Fabrizio Stracci, presidente dell'Airtum e responsabile del Registro Tumori dell'Umbria.
W.Lapointe--BTB