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Mangiano a scuola 1,9 milioni di alunni, 83% italiani chiede stop a cibi ultra-processati
Nasce manifesto Coldiretti, Filiera Italia e pediatri per garantire cibo sano nelle mense
Sono 1,9 milioni gli alunni che mangiano nelle mense scolastiche, di cui circa 900mila negli asili. Proprio per promuovere abitudini alimentari corrette e tutelare la salute dei bambini, in particolare nei primi mille giorni di vita, cruciali per il loro sviluppo futuro, Coldiretti, Filiera Italia e la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) firmano un Manifesto in 5 punti per restituire alle nuove generazioni "il diritto al cibo buono e di qualità, naturale, giusto, sicuro e garantito". Secondo l'ultimo Rapporto Censis/Coldiretti, l'86% degli italiani ritiene che nelle mense collettive occorrerebbe utilizzare principalmente prodotti locali freschi e di stagione e una percentuale analoga (l'83%) condivide la scelta di vietare per legge nelle mense scolastiche i cibi cosiddetti ultra-formulati, sull'esempio di quanto fatto in California. La qualità del cibo nei menu scolastici viene peraltro promossa a pieni voti solo da un genitore su 3 (34%) tra coloro che esprimono un'opinione, mentre per il 46% raggiunge la sufficienza. Ma il restante 20% la boccia. Il patto "educativo" firmato oggi, nasce con la consapevolezza che le abitudini alimentari che si formano tra 0 e 3 anni possono influenzare in modo determinante la prevenzione di molte patologie. Tra gli impegni condivisi: una strategia nazionale contro l'obesità infantile sin dai primi 1000 giorni di vita; un patto educativo tra scuola, famiglie, pediatri e agricoltori per modelli alimentari sostenibili; cibo a km zero nelle mense scolastiche e nidi, valorizzando filiere italiane contro la logica del risparmio, favorendo scelte finalizzate a promuovere il valore sanitario, sociale e ambientale; contrasto allo junk food dentro ai distributori nelle scuole ed edifici pubblici, che va sostituito da prodotti freschi locali attraverso una nuova normativa. In particolare, necessario rafforzare la presenza di programmi di educazione alimentare nei curricula dagli asili nido, con mense come luoghi di apprendimento anche per le famiglie.
J.Bergmann--BTB