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ANSA/ Boom di malattie delle gengive in Italia, in aumento le cure soft
Approccio Less is more per una chirurgia dolce. Trombelli (SIdP), "migliora la guarigione"
(di Maria Emilia Bonaccorso) Cresce la "chirurgia dolce" per trattare la salute orale, meno invasiva, più delicata per il paziente, con il risultato di un recupero più veloce. In occasione della Giornata Mondiale della salute orale, che si celebra oggi, gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), riuniti a Rimini per il 24esimo Congresso Nazionale, accendono i riflettori sulla centralità della prevenzione e sulle nuove terapie conservative. I casi di parodontite grave nel mondo sono raddoppiati in tre decenni, passando da 559 milioni a 1,1 miliardi, pari al 14% della popolazione globale. In Italia le persone colpite dalla forma più grave della malattia gengivale sono cresciute addirittura del 50%, dagli oltre 6 milioni di 30 anni fa ai circa 9 milioni attuali, pari al 15,7% della popolazione adulta, contro il 4% della Spagna, l'8,5% della Gran Bretagna, l'11% della Francia e il 24% della Germania, che registra un tasso tra i più alti in Europa. "La parodontite severa continui a rappresentare un crescente peso per la salute pubblica. Un carico in espansione riconosciuto di recente anche dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite che, in un documento sulle malattie non trasmissibili, ha introdotto per la prima volta la salute orale tra le priorità globali per la salute generale, insieme ai tumori infantili alle malattie mentali, epatiche e renali, indicando la necessità di un approccio equo e sostenibile per affrontare i tassi eccessivamente alti di patologie orali - riferisce Leonardo Trombelli, presidente SIdP e professore ordinario di parodontologia all'Università di Ferrara -. In risposta a questa sfida legata anche alla crescita della popolazione e al suo invecchiamento, con una proiezione allarmante di oltre 1,5 miliardi di casi di parodontite grave entro il 2040, gli esperti SIdP propongono un modello clinico più essenziale all'insegna del "fare di più con meno", con cure meno invasive, possibilmente con un ridotto impatto sull'ambiente. Sul piano tecnico, il principio "Less is More" si traduce in un approccio più conservativo e biologicamente guidato, che privilegia terapie meno invasive e un uso più selettivo della tecnologia e della chirurgia. "Quando l'intervento è necessario, si preservano i tessuti e si riduce al minimo il trauma chirurgico, mantenendo il più possibile l'anatomia naturale. L'uso di tecniche microchirurgiche e di maggiore precisione consente una manipolazione più delicata dei tessuti, con effetti positivi sulla guarigione. Questo approccio comporta interventi più brevi, un recupero più rapido, meno dolore e una minore infiammazione post-operatoria. Ciò comporta una migliore aderenza del paziente alle cure e una maggiore sostenibilità economica degli approcci terapeutici - commenta Trombelli -. Nella terapia non chirurgica parodontale l'approccio con tecniche di strumentazione a ridotta invasività eseguite in un'unica seduta dimostra efficacia simile, con riduzione del 60% del tempo alla poltrona per il paziente. Anche le tecniche di aumento di osso nel seno mascellare con un approccio minimamente invasivo, comportano una riduzione di circa il 50% della dose di anestetico e del tempo operatorio e una riduzione di 4 volte del consumo di biomateriali a parità di efficacia clinica".
M.Furrer--BTB