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Dieta mediterranea, Ulss 3 Venezia prima in Italia a farne iter di prevenzione e cura
Primo Percorso primario diagnostico terapeutico assistenziale sul cibo nostrano
Olio d'oliva, pesce, pasta, frutta, verdura e legumi: da stile di vita a medicina. Per la prima volta in Italia la dieta mediterranea diventa un percorso medico di prevenzione e cura delle malattie. Succede all'Ulss 3 di Venezia, che ha messo a punto il primo "Percorso primario diagnostico terapeutico assistenziale" dedicato alla dieta mediterranea con in campo anche infermieri, psicologi e dietisti di comunità. E si cucinerà insieme a loro nelle case della comunità o in telemedicina. "Con l'intenzione di colmare il divario tra evidenze scientifiche e pratica clinico-organizzativa quotidiana, le linee guida nazionali sulla dieta mediterranea sono state così tradotte in un percorso strutturato di presa in carico" rileva Nicola Veronese, medico geriatra delle Cure primarie di Mirano, Dolo e Noale (Venezia). Tra un paio di mesi il nuovo percorso assistenziale partirà nella sua fase operativa in tutta l'Ulss 3, coinvolgendo case della comunità, ospedali, distretti, strutture sanitarie territoriali, medici di famiglia e pediatri di libera scelta. Da una parte verrà monitorata, e seguita nel tempo, l'adesione alla dieta mediterranea di tutta la popolazione attraverso questionari, qrcode e promemoria consegnati nel corso di tutte le altre visite e prestazioni sanitarie; dall'altra verrà fatta una valutazione nutrizionale a tutte le persone che, dai risultati raccolti, ammetteranno la completa lontananza dallo stile di vita mediterraneo, anche in assenza di altri fattori di rischio. "I pazienti verranno presi in carico da équipe multidisciplinari composte anche dalle nuove figure del dietista di comunità, dell' infermiere di comunità e, in futuro, dello psicologo di base, che saranno presenti all'interno delle nuove case della comunità - spiega Veronese -. Questo significa utilizzare la dieta mediterranea come vero e proprio strumento di prevenzione di condizioni croniche come il diabete e l'obesità: i nostri diventeranno veri e propri interventi personalizzati di salute pubblica e prevenzione". Le indicazioni degli specialisti, a seconda della necessità del paziente che ancora non sposa la dieta mediterranea, varieranno dal semplice suggerimento culinario al percorso di consapevolezza sui benefici di questo regime alimentare, fino alla proposta di cucinare insieme all'interno della casa della comunità, oppure di farlo a distanza, in telemedicina. "Vogliamo rendere la dieta mediterranea una componente effettiva, misurabile e sostenibile dei percorsi assistenziali" dice il dg dell'Ulss 3 Massimo Zuin.
D.Schneider--BTB