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Sui social già dilagano le fake news su Ebola, l'Oms mette in guardia
In un video fatto con l'IA anche il medico americano infettato
A pochi giorni dalla dichiarazione dell'emergenza internazionale per il focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, le fake news hanno già cominciato a inondare la rete e ad 'inquinare' l'ambiente informativo. L'Assemblea Mondiale della Sanità in corso a Ginevra ha tenuto proprio oggi una tavola rotonda dedicata ai rischi della cattiva informazione. Nelle ultime ore ha cominciato a circolare sui social un video prodotto con l'Intelligenza Artificiale in cui un medico che ricorda fedelmente nell'aspetto Peter Stafford, il dottore americano risultato positivo all'infezione e al momento in cura in Germania, afferma: "l'epidemia di ebola è una truffa completa. Non esiste il virus ebola. È tutto inventato per spaventarci […]. Questa epidemia è una propaganda sui vaccini orchestrata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per finanziare più vaccini". Il legame con i vaccini è alla base di un'altra presunta 'notizia' che sta circolando e che mette in relazione l'epidemia di Ebola con un investimento fatto qualche tempo fa dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (Cepi), un'organizzazione che sostiene la ricerca sui vaccini e che ha tra i suoi finanziatori la Bill & Melinda Gates Foundation. "Appena 4 mesi prima dell'epidemia di Ebola di Bundibugyo, la Cepi, l'azienda di vaccini di Bill Gates, ha donato a Moderna e Oxford 26,7 milioni di dollari per sviluppare vaccini a mRNA contro l'ebola Bundibugyo", si legge. "Sì... esattamente lo stesso ceppo di ebola. Questo è ciò che accade quando chi specula sulle pandemie non viene chiamato a risponderne". Ieri, poi, il ministero della Salute ugandese è dovuto scendere in campo sui social per smentire le voci su presunte misure restrittive adottate dal paese: "Non c'è nessun lockdown a Mubende, Kassanda o in qualsiasi altra parte del paese. Non si registrano casi di trasmissione locale di Ebola in nessuna parte dell'Uganda. Il paese rimane sicuro". Proprio oggi all'Assemblea Mondiale della Sanità in corso a Ginevra si è tenuta una tavola rotonda dedicata ai rischi della cattiva informazione: "Oggi viviamo in un ecosistema digitale in cui i contenuti si muovono istantaneamente, spesso senza contesto o verifica. E in questo contesto distinguere ciò che è accurato da ciò che non lo è sta diventando sempre più difficile per tutti noi", ha detto Sylvie Briand, chief scientist dell'Oms. "Oggi, con quasi tre quarti della popolazione mondiale che è connessa a internet, le persone sono costantemente esposte a informazioni sanitarie contrastanti e talvolta fuorvianti. Quando la fiducia viene meno, prendere decisioni consapevoli diventa molto più difficile", ha concluso.
O.Bulka--BTB