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Airc, 'ricerca frammentata, serve un nuovo modello di prevenzione'
'Con i nostri 4,5 milioni di donatori possiamo essere punto di legame'
"La ricerca in Italia è molto forte, quello che non è forte è la capacità di coordinarsi: è una ricerca molto frammentata. Airc è un grandissimo investitore grazie a 4 milioni e mezzo di donatori che ci danno fiducia, possiamo essere il punto di legame con la ricerca". Lo afferma Daniele Finocchiaro, consigliere delegato di Airc, a margine dell' evento a Palazzo Lombardia 'Fondazione Airc: verso un patto per la ricerca'. "Milano e la Lombardia sono stati la culla dell'Airc che è nata qui 60 anni fa e ad oggi è uno degli ecosistemi più eccellenti in Europa, quindi abbiamo ancor di più, visto che partiamo da un livello molto alto, la necessità di fare un ulteriore passo, ovvero non fare ogni attore un proprio percorso ma fare un percorso insieme perché così si va molto più lontano" aggiunge sottolineando che "il patto per la ricerca che proponiamo stravolge un po' Airc perché da finanziatore della ricerca, cosa che è stato per 60 anni, vuole diventare un abilitatore di un ecosistema che deve funzionare sempre al meglio. Il che - spiega - vuol dire essenzialmente coordinarsi di più per ridurre il tempo che passa tra una scoperta e la terapia disponibile per i pazienti". Ma vuol dire anche "lavorare sulla prevenzione perché la prevenzione è l'unica in grado di garantire la sostenibilità del sistema. Attraverso la prevenzione il 50% dei tumori sarebbe infatti prevenibile. Purtroppo però - conclude - ancora ad oggi si è sottofinanziati e quindi abbiamo bisogno di creare un nuovo modello di prevenzione".
J.Bergmann--BTB