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Rezza, Lockdown e vaccini Covid decisivi per evitare collasso ospedali
'Obiettivo delle misure evitare che i casi si manifestassero tutti insieme'
"L'effetto del lockdown non era quello di evitare il numero totale di casi a fine epidemia, ma di distribuire nel tempo, evitando che si manifestassero tutti insieme, i casi di infezione da Sars-cov-2, così da riuscire a curare non solo i malati Covid ma anche gli altri pazienti, come infartuati o gli ictus, evitando di congestionare gli ospedali e soprattutto le terapie intensive". Lo ha detto Giovanni Rezza, ex direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, durante l'audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid, spiegando come vaccini e misure di contenimento siano stati strumenti fondamentali nel gestire gli effetti più gravi della pandemia. Rezza, docente di Igiene generale all'Università Vita-Salute San Raffaele, ha ripercorso le principali fasi della pandemia, dal lockdown della primavera 2020 fino all'introduzione del Green Pass, del Green Pass rafforzato e dell'obbligo vaccinale. "A fine dicembre 2020 vennero pubblicati i primi risultati dei vaccini, prima Pfizer e poi Moderna, ed erano molto positivi, con una riduzione della malattia sintomatica del 95%", ha affermato sottolineandone l'efficacia forte nel ridurre i sintomi della malattia, inclusi i casi più gravi e "abbattendo anche la contagiosità". Quanto all'utilità delle misure restrittive, l'ex direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità ha spiegato: "È sempre difficile trovare un equilibrio tra esigenze epidemiologiche ed esigenze della società e dell'economia: è la politica che deve fare la sintesi di quello che si definisce 'rischio accettabile' e prendere decisioni".
O.Lorenz--BTB