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Adolescenti e sport, in crescita gli abbandoni precoci dell'attività
Ricerca Ambrosetti presentata oggi a Treviso. Il Veneto tra le regioni meno sedentarie
Gli adolescenti italiani iniziano ad abbandonare l'attività sportiva già a partire dagli 11 anni mentre questo, in passato, tendeva a manifestarsi intorno ai 16 anni. Nel 2024 risultava praticare sport il 75% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, una quota che scende al 66% tra i 15 e i 17 anni e al 56% tra i 18 e i 19 anni. Parallelamente appare in crescita il tasso di abbandono: 9% nella fascia 11-14 anni, 16% tra i 15 e i 17 anni, fino al 28% tra i 18 e i 19 anni. Sono alcuni tra i dati più rilevanti emersi da una ricerca presentata oggi, a Treviso, nell'ambito dello Sport Business Forum 2026 e realizzata da The european house Ambrosetti (Teha) Group su dati Istat 2025. "I dati a nostra disposizione - ha fatto notare nella sua presentazione Fulvio Matteoni, partner di Osservatorio Valore Sport - fotografano una frattura precoce: proprio negli anni in cui lo sport dovrebbe consolidarsi come abitudine stabile, strumento educativo e presidio di salute, una parte crescente dei ragazzi si allontana dalla pratica sportiva. Il fenomeno non riguarda quindi soltanto il mondo dello sport, ma intercetta un tema più ampio di crescita, socialità, benessere psicofisico e qualità della vita delle nuove generazioni". Secondo l'indagine la sedentarietà in Italia si sta comunque progressivamente riducendo: la quota di popolazione che non pratica alcuna attività fisica è passata dal 40,0% del 2015 al 35,1% del 2023, fino al 32,8% del 2024, con un calo di persone che non fanno movimento di 4,7 milioni in dieci anni. L'Italia continua tuttavia a collocarsi tra i Paesi con i livelli di sedentarietà più elevati. In questo scenario, il Veneto rappresenta uno dei territori più avanzati con una quota di popolazione inattiva pari al 21,3%, nettamente inferiore alla media nazionale, preceduta solo da Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
Y.Bouchard--BTB