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Diritto a cure negato, 500mila segnalazioni in 30 anni a Cittadinanzattiva
'Trend mostra un servizio sanitario in uno stato di sofferenza strutturale'
Nei trent'anni di attività dei punti di tutela, il Pit Salute di Cittadinanzattiva ha raccolto oltre mezzo milione di segnalazioni per criticità legate alle cure, contribuendo a raggiungere importanti vittorie, dal riconoscimento degli indennizzi per il sangue infetto all'approvazione della legge sulla terapia del dolore, all'abolizione del superticket nel 2020. Nel corso di questi tre decenni, però, sono cambiate le tipologie di problemi per i quali i cittadini si rivolgono all'associazione. "Il trend fotografa un servizio sanitario in uno stato di sofferenza strutturale. Con una diminuzione di problematiche legate alla qualità e sicurezza delle cure", dichiara Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva. Il 14 giugno, per la Giornata dei Diritti del Malato, l'associazione sarà in piazza per celebrare i 30 anni di attività, con 60 iniziative di piazza in tutto il Paese per offrire informazioni e tutela su temi come le liste di attesa, il rapporto con i medici, l'invalidità. Molte infatti le battaglie vinte ma molte anche quelle in corso. "Oltre ai tempi di attesa - spiega Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva - c'è la riforma per l'assistenza per gli anziani non autosufficienti ancora da implementare. Va poi riconosciuto il ruolo del caregiver familiare, figura essenziale per il welfare ma ancora priva di tutele effettive". E ancora molta strada è da fare rispetto alle Case di comunità "che rimangono in molti casi strutture di poca utilità per le comunità di riferimento". Da poco infine è stata lanciata una campagna per le future generazioni, per costruire una politica che contribuisca a "trasformare i primi 1000 giorni in una leva di equità sociale", conclude Mandorino.
B.Shevchenko--BTB