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Farmaci equivalenti, ancora poca fiducia da parte degli italiani
Conoscenze calate di 5 punti in 5 anni, meno informati soprattutto i più giovani
Gli italiani si mostrano attenti alla propria salute, consumano più farmaci da banco rispetto al passato e cominciano ad affidarsi un po' troppo all'intelligenza artificiale e alle soluzioni rapide trovate su internet. Sono in flessione, invece, l'informazione e la fiducia nei farmaci equivalenti, soprattutto da parte delle giovani generazioni. Sono alcuni dei trend identificati da una ricerca realizzata da SWG e presentata oggi nell'ambito dell'evento "Si chiama equivalente, tu chiamalo una scelta", promosso da Cittadinanzattiva. L'indagine si inserisce nell'ambito della campagna 'IoEquivalgo', realizzata con il contributo non condizionato di Egualia, e in collaborazione con Federfarma e Fofi. Condotta su un campione di di 2.500 cittadini, la rilevazione mostra che più della metà degli italiani (56%) convive con piccoli malesseri continuativi, come dolori osteoarticolari, stanchezza, insonnia e si osserva una lieve flessione (-3 punti) dell'indice medio di salute percepita. In questo scenario si inserisce il tema dell'Intelligenza Artificiale il cui utilizzo riguarda l'8% degli intervistati (il 15% negli appartenenti alla Gen Z). Sul fronte dei farmaci equivalenti, il rapporto mostra un calo della conoscenza di questa categoria di medicinali, che si è ridotta di 5 punti percentuali in 5 anni. A conoscerli di meno sono soprattutto i giovani della Gen Z: solo il 50% dice di conoscerli bene, contro una media generale del 70% e un 79% tra i 'boomers'. Cala anche la consapevolezza sulle caratteristiche degli equivalenti ed emerge un leggero aumento di preferenza per i farmaci di marca e una crescita di sfiducia negli equivalenti. I dati sembrano fornire una giustificazione ai numeri del Report annuale del Centro studi Egualia che mostra come i cittadini continuino a versare un differenziale di prezzo per accedere ai farmaci di marca di oltre un miliardo di euro l'anno. "La campagna IoEquivalgo nasce con l'obiettivo di promuovere la consapevolezza e l'accesso ai farmaci equivalenti in Italia, e di colmare un divario culturale ed economico che penalizza soprattutto le fasce di popolazione a basso reddito, per le quali la spesa per la compartecipazione al costo dei farmaci risulta più elevata", spiega in una nota Cittadinanzattiva, che propone di adottare misure istituzionali per promuovere l'alfabetizzazione sanitaria digitale, favorire l'uso consapevole dei farmaci, correggere abitudini pericolose emerse soprattutto tra i più giovani e incentivare la consapevolezza sui farmaci equivalenti.
F.Müller--BTB