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Nel veronese un protocollo rapido per i soccorsi da caldo estremo
Sperimentato a Legnago su tre pazienti, esteso ai Pronto soccorso della provincia
Tre persone che tra ieri sera e stanotte si sono recati all'ospedale di Legnago (Verona) per gli effetti del caldo estremo, sono state le prime a venire trattate secondo le procedure previste dal nuovo protocollo di intervento predisposto dall'Unità Operativa Pronto Soccorso, per far fronte in modo più rapido ed efficace a casi di sindrome di alterazione della termoregolazione corporea. Il protocollo, messo a punto dall'equipe diretta da Sabina Favaro, con il supporto del direttore dell'Uoc Anestesista e Rianimazione Federico Girardini, definisce le azioni in capo ai medici, agli infermieri e agli operatori socio sanitari: l'uso di un termometro faringeo per la misurazione esatta della temperatura, un frigo disposto vicino alla shock room con bottiglie d'acqua fresca, soluzioni fisiologiche e reidratanti e spugnatura con acqua fredda per raggiungere il target di 39 gradi. Superata la fase più critica, i pazienti vengono ricoverati in rianimazione, mentre casi meno gravi che presentano forte disidratazione vengono accolti in Osservazione Breve Intensiva (Obi) e sottoposti a monitoraggio clinico ed ematochimico, oltre al trattamento reidratante. Il protocollo verrà esteso agli altri pronto soccorso dell'Ulss 9 di Verona e provincia. "Un esempio virtuoso di come la nostra sanità sappia rispondere con estrema rapidità e competenza alle nuove sfide climatiche - dichiara il dg dell'Ulss 9, Pietro Girardi -. Valorizzare la velocità di intervento non è solo una necessità clinica, ma una precisa scelta strategica per rendere il nostro sistema sempre più efficiente e vicino ai bisogni del cittadino. La capacità di strutturare protocolli agili e tempestivi, come quello attivato a Legnago, testimonia l'impegno costante verso un'assistenza di qualità, pronta a tutelare la salute pubblica in ogni scenario". Nelle ultime ore, nel veronese altri Pronto Soccorso hanno registrato l'arrivo di cittadini con sintomi legati al grande caldo: sei lavoratori a Villafranca e alcuni anziani disidratati a San Bonifacio.
B.Shevchenko--BTB