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Da tecnica del tentativo a personalizzazione, come cambia la procreazione assistita
Il convegno a Londra. Resta decisivo il fattore tempo, anche per gli uomini
Percorsi personalizzati, l'importanza del fattore tempo anche per gli aspiranti padri, superamento della logica del tentativo, abbandono dei 'dogmi' in favore di scelte basate su dati reali. È questa la direzione in cui si sta muovendo la ricerca sulla procreazione medicalmente assistita (Pma), tema al centro dell'Annual Meeting della European Society of Human Reproduction and Embryology, Eshre 2026, in programma a Londra dal 5 all'8 luglio, dove i dati dimostrano come prevenzione, personalizzazione delle cure e continuità del percorso siano leve importanti per accompagnare le persone che cercano un figlio. "Sapere quanti ovociti possono essere necessari per realizzare un progetto di famiglia, conoscere il peso dell'età uterina anche nell'eterologa, ridurre l'abbandono con strategie multiciclo: questa è la direzione verso cui la Pma sta andando e solo così può diventare una risposta concreta alle aspirazioni delle persone e alla situazione di denatalità", spiega Antonio Pellicer, professore ordinario di ostetricia e ginecologia all'Università di Valencia e fondatore di Ivi (Istituto valenciano de infertilidad). Nel corso del convegno attenzione ai nuovi studi legati alla pratica. Uno di questi ha dimostrato come nei cicli con ovociti donati e spessore endometriale adeguato, l'assenza di un pattern endometriale trilaminare, da sempre considerato dai medici un indicatore importante della capacità di accogliere un embrione, non comprometta, in realtà, il tasso di nascita e non dovrebbe, da sola, giustificare la cancellazione del trasferimento embrionale. Riguardo all'impatto dell'età uterina, uno studio evidenzia un limite biologico chiaro: anche ricorrendo all'eterologa con ovociti donati da donne giovani, i tassi di successo si riducono in modo significativo oltre i 49 anni, a causa dei cambiamenti legati all'età dell'utero e dell'endometrio. Infine, dopo i 45 anni, l'età paterna può lasciare una traccia misurabile nel Dna spermatico: è quanto emerge da uno studio pilota prospettico, che ha osservato negli uomini over 45 un aumento del 31% delle varianti somatiche sperm-specifiche rispetto agli under 30.
L.Janezki--BTB