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Morto Pasqualino Imparato, paladino delle battaglie per i malati di Sla
Candidato consigliere a Torre del Greco, fece esame universitario con comunicatore oculare
A nove anni dalla diagnosi di Sla, si è spento a Torre del Greco Pasquale Imperato, per tutti Pasqualino, sposato e padre di due figli. Aveva 47 anni, gli ultimi dei quali trascorsi a combattere per dare voce a chi voce non ce l'ha, lui che era costretto per parlare con l'esterno a servirsi di un comunicatore oculare, con frasi scritte su uno schermo attraverso lo sguardo. Era arrivato a minacciare il ricorso all'eutanasia, stanco del fatto che la burocrazia frenasse l'assistenza di cui aveva costantemente bisogno. Poi nel 2023, grazie anche ai parziali successi ottenuti con le sue battaglie, aveva deciso di candidarsi al consiglio comunale di Torre del Greco, città nella quale era tornato da Trieste, dove lavorava come geometra, in seguita alla malattia. Si iscrisse anche all'università e nel 2024 diede il primo esame, rispondendo alle domande dei docenti sempre attraverso l'apparecchiatura che gli permetteva di comunicare con il mondo. Lo ricordano i responsabili dell'Aisla, l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, sottolineando come Imperato sia stato in grado di trasformare "la propria battaglia quotidiana in una domanda di diritti per tutti. Ci sono uomini che combattono per vincere e uomini che combattono perché nessuno, dopo di loro, debba sentirsi così solo: Pasquale Imperato apparteneva a questi ultimi". In un post pubblicato sulle proprie pagine social il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, scrive: "Un esempio da non dimenticare. Pasqualino Imperato è stato questo. Nonostante fosse immobilizzato a causa della Sla, tracheostomizzato e costretto ad esprimersi attraverso un comunicatore oculare, non si è mai arreso, protagonista di battaglie significative per migliorare la propria vita e quella di altre persone nella medesima condizione. Le sue iniziative dovranno essere portate avanti".
F.Müller--BTB