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Medici di base in sciopero, 'no all'obbligo nelle case di comunità'
Presidio dello Smi a Napoli, 'salvaguardare il rapporto con i pazienti'
Medicina di base in sciopero su tutto il territorio nazionale. A incrociare le braccia, oggi e domani, sono i medici di famiglia convenzionati dello Smi, in protesta contro l'accordo stralcio sulle Case della Comunità dello scorso 23 giugno. In Campania, il Sindacato Medici Italiani (SMI) ha organizzato un presidio davanti alla sede della Rai di Napoli. Al centro della mobilitazione guidata da Giovanni Senese, Segretario Regionale Campania dello SMI, ci sono le nuove regole che rischiano - a loro dire - di stravolgere il lavoro dei medici e il rapporto di fiducia con i pazienti. Il sindacato contesta l'introduzione del "debito orario" nelle Case della Comunità, un meccanismo che obbligherebbe i professionisti a coprire un monte ore fisso nelle strutture pubbliche, sottraendo tempo agli studi di quartiere e alle visite a domicilio. "Chiediamo la revisione immediata dell'accordo e l'apertura di un nuovo tavolo contrattuale", dichiara Senese. "È indispensabile introdurre il doppio canale su base volontaria, che lasci scegliere tra convenzione e dipendenza, e servono maggiori finanziamenti per la sanità pubblica: oltre 6 milioni di cittadini stanno già rinunciando alle cure o si rivolgono al privato". Tra le altre rivendicazioni figurano l'avvio della scuola di specializzazione universitaria in Medicina Generale, il ripristino della Medicina dei Servizi, un piano straordinario di assunzioni per il 118 e il riconoscimento di tutele fondamentali finora negate, come infortuni e maternità. "Contestiamo un accordo al ribasso firmato da altri sindacati e non condiviso con noi", afferma Ludovico Abbaticchio, Presidente Nazionale SMI. "Il ruolo unico nelle Case di Comunità deve essere volontario. Se diventasse obbligatorio, dovrebbero riconoscerci i diritti finora negati: dalle ferie alla malattia, fino alla tutela della gravidanza per le dottoresse". (ANSA)
J.Fankhauser--BTB
