-
F1: Russell vince a Baku davanti a Verstappen, Antonelli quinto
-
Trump, 'fake news non accedano alla Casa Bianca, è luogo sacro'
-
Bjk Cup: Paolini ko con Svitolina, Italia eliminata
-
Madonna, Taylor Swift e soliti imprevisti per gli Mtv Awards a Los Angeles
-
Attentato contro posto di polizia in Pakistan, 11 morti
-
Alessio vince la 68/a edizione del Festival di Castrocaro per Voci nuove
-
Il suono di quattro violini Stradivari e due Guarneri del Gesù, evento a Genova
-
La nazionale al lavoro a Roma, dopo il ko col Belgio testa alla Turchia
-
Bjk Cup: Grant sconfitta da Kalinina, Ucraina avanti 1-0 sull'Italia
-
Caldo sposta orari e riduce ingredienti, ristoranti si scoprono vulnerabili a El Niño
-
Stretta contro il greenwashing, da domani al via le nuove norme Ue
-
Presentata la stagione della Società dei Concerti Trieste
-
Oasis, Codacons fino a 10mila euro a biglietto su siti di Secondary Ticketing
-
Cgia, il caro carburante mette a rischio camionisti, taxisti e rappresentanti
-
Cambia abbonamento a Av Trenitalia, meno caro ma prenotazione diventa a pagamento
-
Polizia, attenzione alle truffe on line per vendita biglietti per gli Oasis
-
Evanescence a Bologna per l'unica data italiana del tour
-
Premio Franco Solinas, La cerimonia vince per il miglior soggetto
-
L'ex azzurro Osvaldo ricoverato in terapia intensiva in Argentina
-
Sconto accise si dimezza, diesel sale a 2,357 euro, in autostrada a 2,439
-
Nba: Curry rinnova per 2 anni coi Warriors e rinuncia a 20 milioni
-
Inondazioni a Bangkok, dichiarato lo stato di calamità
-
Usa e Cina, un canale di comunicazione per gli incidenti legati all'IA
-
Pezeshkian: 'Sì all'ingresso in Iran degli ispettori nucleari dell'Onu'
-
Lula, 'minerali critici siano trasformati in Brasile, non solo esportati'
-
Lula: 'Abbiamo trovato il cammino per la responsabilità fiscale in Brasile'
-
Media, intelligence egiziana aveva avvertito Israele prima del 7 ottobre
-
'Trump ha respinto la proposta dell'Iran, nuovi attacchi dopo le midterm'
-
TikTok patteggia in Alabama le accuse di creare dipendenza nei giovani
-
Eurolega: Partizan-Armani Milano 92-76
-
Nations League: Turchia-Francia 0-1, buona la prima per Zidane
-
Mancini "fischi ci stanno ma nel secondo tempo meglio noi"
-
Nations League: l'Italia parte male, il Belgio vince 2-0
-
Eleventy festeggia 20 anni alla Milano Fashion Week
-
L'ingenue di Blumarine tra la spiaggia e il boudoir
-
Simon Cracker, una collezione-inno al 'do it yourself'
-
Figc: Buonfiglio 'sostegno componenti a Malagò? Il mondo sportivo si basa su regole'
-
Nations League: Italia-Belgio, azzurri con Kean, Esposito e Cambiaghi
-
L'estate di Luisa Spagnoli sboccia in un giardino all'italiana
-
Putin, 'eravamo pronti a riprendere i negoziati ma dopo raid ucraini ci rifletteremo'
-
Trump conferma i due incontri con Xi, in Cina per l'Apec e negli Usa per il G20
-
Eurovolley: 3-0 alla Slovenia, Polonia prima finalista
-
La collezione Sportmax ispirata alle ondate di caldo
-
Malanga, le donne registe ci sono ma dovrebbero essere di più
-
Serie A: definiti anticipi e posticipi dalla 13/a alla 19/a giornata
-
Cinema di montagna, in Abruzzo un laboratorio per giovani talenti
-
Gli U2 festeggiano il 50/o anniversario con un live alla Mount Temple di Dublino
-
Danieli, ricavi (-9%) ma utili (+5%) e Posizione finanziaria (+48%)
-
Media, tolto il divieto di ingresso per Machado in Venezuela
-
Castagna, 'offerta di Mps purtroppo è a sconto e non a premio'
50 anni fa Rumble in the Jungle, Foreman 'Alì mi devastò'
'Con Ali diventammo amici, felice di ricordare quel match'
Sono passati 50 anni da "The Rumble In The Jungle", il match più famoso della storia del pugilato: il campione dei pesi massimi George Foreman contro Muhammad Ali, 30 ottobre 1974, a Kinshasa. Sessantamila presenti a bordo ring e - si calcola - un miliardo davanti alla tv in tutto il mondo, la folla che urla 'Ali Bomaye', 'Ali uccidilo', e poi la tattica dello sfidante che mette in difficolta' il detentore dei massimi, Foreman. Epopea dello sport. Foreman, che oggi ha 75 anni, lo ricorda intervistato dal Telegraph. Prese la sconfitta così bene che il suo match successivo fu contro cinque uomini in una notte, a Toronto, per "dimostrare la sua forza" dopo la "devastante" prima sconfitta in carriera contro Ali. Ne mandò Ko tre. "Sono solo felice di poterlo ricordare. Punto. Non ho altro che bei ricordi, ma all'epoca ero devastato dalla sconfitta. Avevo 25 anni - racconta Foreman al Telegraph - Sono andato a quel combattimento imbattuto in 40 incontri e credevo che nessuno fosse in grado di battermi. Mi sentivo invincibile. Pensavo di mettere ko Muhammad Ali in due round. Perdere quel combattimento mi ha davvero devastato. Non riuscivo a capire perché le mie tattiche non funzionassero e non lo avessi messo ko. Pensavo che Ali avrebbe fatto due round e non di più. Quando ho alzato lo sguardo ed eravamo al quarto round...mi sono chiesto cosa stesse succedendo…". "Non ho mai avuto la sensazione di essere famoso o una celebrità - ricorda ancora Foreman - Era Muhammad Ali che amava essere una celebrità". Foreman ripensa a quei due mesi in Africa con sentimenti profondi, un capitolo della sua vita che non dimenticherà mai. "Era così diverso. Le persone che rappresentavano il governo erano venute a casa mia e mi avevano promesso che mi avrebbero pagato bene. Quindi ho detto 'perché no?' In verità, ero emozionato di andare in Africa. Quella visita, l'evento, persino la lotta, non sono mai scomparsi dal mio cuore. Seduto lì in hotel, guarire; andare in campagna, correre e allenarsi ogni giorno, guardare le persone che si lavavano nel fiume Congo. Ha un significato speciale nel mio cuore, e vive ancora cinquant'anni dopo. L'Africa. Il fiume Congo. È ancora vivo in me". "Quando andai in Africa, pensavo che nessuno potesse battermi, perché non potevano incassare i miei pugni. Andavo lì, lasciavo l'accappatoio all'angolo, senza istruzioni, senza tattiche....mi lasciavo andare e basta...". Foreman si ritirò poi a 27 anni, vivendo 10 anni lontano dalla boxe; poi a 37 anni tornò sul ring e rivinse il titolo all'età di 45 anni. "Ho avuto un decennio di pausa in cui potevo mangiare quello che volevo, andare dove volevo, andare a cavallo, e quando sono tornato alla boxe, tutto era ancora lì. Potevo ancora farlo", ha spiegato Foreman. "È stato facile, perché la boxe per me era salire sul ring e combattere, mi veniva naturale. Avevo forza e potenza, e non ho mai dubitato di me stesso". Con Muhammad Ali "siamo diventati grandi amici. Aveva un grande senso dell'umorismo, amava essere la star dello spettacolo, non importa dove andasse… era una celebrità. Amava essere una celebrità. Amavo stare con lui, mi faceva davvero sentire bene". Anche in quella 'Rissa nella Giungla' che rimane nella storia dello sport mondiale.
M.Odermatt--BTB