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La Uefa boicotta il Mondiale di Infantino, 'il calcio non è in vendita'
'Le Federazioni poste di fronte a un ultimatum, il nostro no è definitivo'
"La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita". Cosi' la Uefa motiva la sua scelta di boicottare tutte le manifestazioni Fifa, finche' il progetto Infantino non sara' ritirato. "È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all'approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa come custode del calcio mondiale". La Uefa accusa la Fifa di aver messo tutto il calckio mondiale, "di fronte a un ultimatum: accettare l'irreversibile acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una 'decisione democratica', ma un governo basato sull'intimidazione, un atto di coercizione indegno di un'istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale". L'opposizione della Uefa, "va ben oltre la procedura. Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che meglio serve al gioco, ma da ciò che meglio serve agli azionisti. Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio - prosegue la confederazione europea - non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario". "La posizione dell'Europa è chiara. Non daremo mai la nostra legittimità a questo modello. Nessuno ha l'autorità morale per vendere ciò che è semplicemente custodito per le generazioni future". "Ci sono momenti - e' la conclusione - in cui le istituzioni non vengono giudicate da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò che si rifiutano di compromettere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo FIFA appartiene al calcio. Appartiene per sempre. E finché l'Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita"
J.Horn--BTB