-
Marco Ladisa resta a Trento e punta alla doppia cifra
-
Veneto, variazione di bilancio da 48,8 milioni per infrastrutture e servizi
-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
Un'antenna italiana sulla Luna per cercare onde gravitazionali
Al via gli studi preparatori, finanziati dall'Asi, grazie a un consorzio nazionale
Un'antenna italiana sulla Luna che funzionerà come un ricevitore per i segnali emessi dalle onde gravitazionali, increspature dello spazio-tempo prodotte da fenomeni estremamente violenti come la fusione di due buchi neri. Il progetto prende ora il via grazie all'accordo siglato da un consorzio nazionale guidato dal Gran Sasso Science Institute, che include l'Istituto Nazionale di Astrofisica, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l'Università di Camerino. Il progetto era già stato selezionato nel 2023 dall'Agenzia Spaziale Europea nell'ambito delle attività legate alla Luna, ricevendo la valutazione più alta tra tutte quelle proposte. A seguito di questo successo, l'Agenzia Spaziale Italiana ha dunque scelto di finanziare gli studi preparatori, che attualmente si concentreranno sullo sviluppo tecnologico della strumentazione e sulla comprensione dei meccanismi che governano la propagazione delle onde sismiche e di quelle gravitazionali nel suolo lunare. Il finanziamento attuale sosterrà i primi due anni di studi, con la possibilità di estendere le attività oltre il 2027. La realizzazione di un'antenna lunare per le onde gravitazionali potrebbe segnare un punto di svolta e aprire nuovi scenari per l'astrofisica. A differenza di quelli terrestri, infatti, lo strumento sarebbe capace di rivelare segnali originati a distanze cosmiche, ma anche di raccogliere dati sulla struttura interna del nostro satellite e di fare luce sui meccanismi dei suoi terremoti.
M.Odermatt--BTB