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Pubblicato il più grande catalogo dei buchi neri attivi, sono 13,7 milioni
Realizzato dal radiotelescopio europeo Lofar, formato da 25mila antenne
Realizzato il più grande censimento dei buchi neri 'attivi': sono 13,7 milioni e sono stati identificati da Lofar, l'enorme radiotelescopio europeo, realizzato con la partecipazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, formato 25 mila antenne distribuite in tutta Europa. Il nuovo catalogo denominato Lotss e che raccoglie le informazioni relative all'88% del cielo dell'emisfero Nord è stato descritto sulla rivista Astronomy & Astrophysics. Il risultato "apre una nuova finestra di osservazione dell'Universo alle basse frequenze radio, permettendo numerose scoperte e un forte impatto in molti ambiti della ricerca astrofisica e cosmologica", ha detto Gianfranco Brunetti, direttore dell'Istituto di Radioastronomia dell'Inaf e delegato italiano del progetto, la più grande rete radioastronomica a bassa frequenza del mondo. Il catalogo appena pubblicato arricchisce il precedente censimento del 2022 che comprendeva quasi 4,4 milioni di sorgenti radio, ossia le radiazioni associate all'attività di buchi neri supermassicci in fase di accrescimento e copriva poco più di un quarto dell'emisfero settentrionale. La nuova pubblicazione triplica ora l'area coperta e raccoglie i dati relativi a oltre 13 mila ore di osservazioni, per un volume complessivo di circa 18,6 petabyte di dati e su oltre 20 milioni di ore di calcolo distribuite su 10 anni. Proprio l'elaborazione di una mole di dati così imponente ha richiesto anni di lavoro e lo sviluppo di algoritmi altamente automatizzati e ottimizzati, nonché la distribuzione dello sforzo su numerosi supercomputer. Sebbene l'utilizzo scientifico dei dati sia ancora agli inizi, la combinazione di scala, sensibilità e risoluzione sta già trasformando la radioastronomia, aprendo la strada a nuove scoperte in un'ampia varietà di ambienti cosmici.
L.Janezki--BTB