-
Electrolux, accordo al Mimit: esuberi ridotti a 902 e nuovi investimenti
-
Curling, Trentino Spiller sfiora l’oro e l’Italia conquista l’argento a Ostrava
-
Its Veneto, occupazione all’89 per cento ma calano giovani e risorse
-
L’ondata democratica riconquista il Congresso e ridisegna gli equilibri negli Stati Uniti
-
El-Sayed vince in Michigan e rafforza la svolta a sinistra dei democratici
-
Kansas, il pastore metodista Adam Hamilton interrompe 94 anni di dominio repubblicano
-
Midterm Usa, i democratici conquistano Camera e Senato: Trump riconosce la sconfitta
-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
Individuato il meccanismo che attiva il tessuto bruciagrassi
Apre a nuove strategie per la cura dell'obesità, studio condotto su topi e campioni umani
È stato individuato il meccanismo chiave che permette di attivare il grasso bruno, il tessuto bruciagrassi che usa l'energia per produrre calore: al centro di tutto c'è la proteina chiamata Slit3, che si divide in due per controllare la rete dei vasi sanguigni e quella nervosa. Lo ha scoperto lo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications e guidato dalla New York University, che ha condotto esperimenti sia sui topi sia su campioni di tessuto umano. I dati ottenuti aprono a nuove strategie per il trattamento dell'obesità che, invece di basarsi sulla soppressione dell'appetito e dunque sulla diminuzione delle calorie introdotte, come la maggior parte di quelle attuali, punterebbero ad aumentare il dispendio energetico dell'organismo. Il tessuto adiposo bruno possiede una fitta e complessa rete di nervi e vasi sanguigni, che è fondamentale per il suo funzionamento. A capo di questa doppia rete c'è una proteina, anzi, una doppia proteina: Slit-3, infatti, una volta prodotta viene scissa in due frammenti distinti, ciascuno dei quali gestisce la propria parte della rete. "Funziona come un segnale sdoppiato - dice Farnaz Shamsi, che ha coordinato lo studio - un'elegante soluzione evolutiva in cui due componenti di un singolo fattore regolano in modo indipendente processi distinti, che devono però essere strettamente coordinati tra loro nello spazio e nel tempo". Quando i ricercatori hanno rimosso Slit-3 o il suo recettore, i topi hanno mostrato grossa difficoltà nel mantenere la propria temperatura corporea e la rete di nervi e vasi sanguigni presente nel grasso bruno aveva una struttura errata. Analizzando poi campioni provenienti da circa 1.500 persone, i ricercatori hanno osservato che il gene responsabile della proteina Slit-3 risulta collegato alla salute del tessuto adiposo, all'infiammazione e alla sensibilità all'insulina nelle persone obese. "Ciò suggerisce - afferma Shamsi - che questo percorso potrebbe essere rilevante nell'obesità umana e nella salute metabolica".
E.Schubert--BTB