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Pronto il robot-specchio per instaurare legami tra sconosciuti
Spinge a creare nuove connessioni sociali, ma alcune persone si sono sentite a disagio
È pronto MirrorBot, il robot-specchio pensato per instaurare legami tra perfetti sconosciuti, ad esempio mentre si trovano in una sala d'attesa. Il robot è infatti dotato di due piccoli specchi che permettono a ciascuno di vedere contemporaneamente sé stesso e l'altra persona, in modo da facilitare il contatto visivo. È stato messo a punto dal gruppo di ricerca guidato dalla statunitense Cornell University, che ha pubblicato il risultato sulla rivista della 21esima Conferenza Internazionale Acm/Ieee sull'Interazione Uomo-Robot. L'obiettivo è utilizzare la tecnologia per favorire nuove connessioni sociali 'dal vivo', ma non tutti hanno apprezzato: alcuni partecipanti si sono sentiti a disagio, forzati a parlare pur non volendolo. "Cosa hanno fatto le forme più diffuse di tecnologie informatiche?", chiede Keith Evan Green, che ha coordinato lo studio. "Perlopiù, hanno allontanato le persone attraverso i social media e hanno contribuito a molti problemi di salute mentale. Quindi abbiamo pensato che invece avremmo potuto usare la tecnologia informatica per unire le persone". Per il loro esperimento, i ricercatori hanno reclutato 32 partecipanti tra i 18 e i 50 anni e li hanno fatti sedere a coppie in una sala d'attesa senza rivelargli la vera natura del test. Dopo qualche istante è apparso MirrorBot, che ha suscitato diverse reazioni: alcuni hanno cercato di comprendere insieme il funzionamento della macchina, altri hanno interagito con essa e altri ancora hanno usato gli specchi per sbirciare l'altra persona. 12 delle 16 coppie hanno infatti riferito che il primo contatto significativo con l'altro è avvenuto proprio grazie al robot. L'esperienza non è stata, però, positiva per tutti. "Alcuni partecipanti si sono sentiti a disagio", afferma Serena Ge Guo, prima firmataria dello studio. "Li abbiamo visti voltarsi dall'altra parte, creando un momento di imbarazzo. Questo suggerisce che la tecnologia sociale non dovrebbe solo saper avviare un'interazione, ma anche sapere quando fare un passo indietro".
D.Schneider--BTB