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Le metastasi del tumore al seno si diffondono come gocce d'acqua
Il fenomeno visto per la prima volta da una prospettiva fisica, apre a nuove terapie
Le metastasi del tumore al seno si diffondono facilmente perché sono come gocce d'acqua che scivolano su una superficie, e questa loro consistenza così fluida gli consente di muoversi e riorganizzarsi più liberamente. È quanto ha scoperto la ricerca a guida italiana pubblicata sulla rivista Nature Materials, che ha studiato per la prima volta il fenomeno da una prospettiva fisica, oltre che molecolare, aprendo così a possibili nuove terapie che agiscano anche su queste proprietà dei tumori. Lo studio internazionale è stato guidato dall'Istituto Airc di Oncologia Molecolare (Ifom) e dall'Università di Milano, con la collaborazione anche dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano. "Quando un tumore è più 'compatto' le cellule tendono a restare coese, come in una sostanza densa", dice Giorgio Scita, direttore del laboratorio Ifom sui meccanismi di migrazione delle cellule tumorali e professore all'Università di Milano, tra i coordinatori dello studio. "Quando invece diventa più 'fluido', le cellule riescono a riorganizzarsi e muoversi più facilmente, favorendo la disseminazione. In questo senso - aggiunge Scita - la progressione tumorale può essere vista anche come una transizione da uno stato più solido a uno più fluido". Al centro di questo meccanismo c'è la proteina IRSp53: quando i suoi livelli diminuiscono o la sua distribuzione nelle cellule si altera, il tessuto tumorale diventa più fluido, e dunque più invasivo. Analizzando campioni di tumore al seno, infatti, i ricercatori hanno visto che valori anomali della proteina sono associati a una prognosi peggiore e a una maggiore probabilità che il tumore evolva verso forme più aggressive. "Questo suggerisce che la viscosità del tessuto non sia solo un concetto teorico - commenta Stefano Marchesi dell'Ifom, primo firmatario dello studio - ma un parametro con un impatto reale sulla malattia".
I.Meyer--BTB