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Verso il mercato i computer quantistici a prova di errori
Con oltre 1.000 qubit logici. Si punta alla commercializzazione nel 2029
Computer quantistici capaci di risolvere problemi di ogni tipo senza timore di fare errori: è l'obiettivo fissato tra il 2028 e il 2029 da QuEra, una delle aziende leader del settore che ha presentato i prossimi step, tra cui l'innovativo Libra. Un cambio di passo per passare entro 2 anni dalle macchine sperimentali a quelle commerciali, con oltre 1000 qubit logici, le unità di calcolo dei computer quantistici, e capaci di fare pochissimi errori, appena 1 ogni miliardo di operazioni. "Siamo vivendo in una fase di netta transizione - ha detto all'ANSA Tommaso Macrì, direttore Business Development di QuEra - da macchine molto rumorose, ossia con molti errori, a una nuova epoca di macchine a prova di errore, fault tolerant, che permetteranno realmente di avere applicazioni concrete che finora non erano possibili". Quelle presentate da QuEra sono innovazioni importanti che arrivano da lontano e che sfruttano una tipologia di qubit detta ad atomi neutri, ossia con unità di calcolo composte da singoli atomi 'ingabbiati' all'interno di celle magnetiche e possono essere manipolati da una sorta di pinzette laser. Una soluzione molto differente da quella seguita da altre grandi aziende che sfruttano invece i superconduttori. Già nel 2021, QuEra in collaborazione con l'Università di Harvard aveva sviluppato un computer quantistico molto innovativo, da 256 qubit e programmabile. "Da allora - ha aggiunto Macrì - abbiamo fatto molti passi in avanti sia nell'aumentare il numero dei qubit che soprattutto nella gestione del rumore, i disturbi che limitano poi l'uso concreto di queste macchine". Tanto che il prossimo passo a cui si punta è macchine da oltre 1.000 qubit logici capaci di eseguire 1 miliardo di operazioni senza errori. Quella degli atomi freddi è una tecnologia alternativa a quella seguita da alcune grandi aziende e che viene studiata anche in Italia, in particolare a Firenze dove si lavora già da anni allo sviluppo dei primi computer di questo tipo. "Ogni diversa tecnologia ha pregi e difetti, ma crediamo che molti dei limiti degli atomi freddi possano essere superati più facilmente", ha detto Francesco Cataliotti, dell'Università di Firenze e responsabile della ricerca sugli atomi neutri del Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data and Quantum Computing (Icsc) e del National Quantum Science and Technology Institute (Nqsti). "Se QuEra dovesse dare conferma dei tanti progressi recenti e degli annunci appena fatti - ha concluso Cataliotti - allora possiamo dire che hanno vinto, nel senso che in pochi anni avremo davvero le prime macchine quantistiche programmabili capaci di eseguire praticamente ogni tipo di calcolo".
G.Schulte--BTB