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Il Cern ferma Lhc per lo stop programmato, al via i lavori per trasformarlo in HiLumi
Le operazioni di manutenzione e aggiornamento dureranno 4 anni
Al Cern di Ginevra è cominciato il terzo shutdown programmato del più grande acceleratore di particelle al mondo, il Large Hadron Collider (Lhc). L'impianto è stato spento per consentire un vasto intervento di manutenzione e di aggiornamento che lo trasformerà nell'High-Luminosity Lhc (HiLumi), la versione ad alta luminosità destinata a entrare in funzione nel 2030. Lo rende noto il Cern, dove ieri ricercatori e tecnici si sono riuniti per celebrare i risultati ottenuti e l'avvio di questa nuova fase del progetto. Durante lo shutdown, "migliaia di specialisti del Cern e degli istituti partner di tutto il mondo lavoreranno per trasformare Lhc, i suoi iniettori e gli esperimenti nelle versioni previste per l'High-Luminosity Lhc (HiLumi), oltre a realizzare interventi di rinnovamento essenziali su tutto il complesso dell'acceleratore e delle strutture sperimentali", spiega il Cern in una nota. Si tratta di "un'impresa logistica e ingegneristica enorme e complessa", afferma Jean-Philippe Tock, responsabile del team di coordinamento dello shutdown. "Solo nell'Lhc verranno rimossi e sostituiti 1,2 chilometri di magneti e componenti con nuove apparecchiature, e su tutto il complesso sono previsti decine di progetti che coinvolgeranno migliaia di ingegneri, fisici, tecnici e personale di supporto". Anche se in questo periodo non circoleranno fasci di particelle, l'attività scientifica del Cern resterà intensa. Migliaia di ricercatori continueranno ad analizzare i dati raccolti durante l'era dell'Lhc, estraendo nuovi risultati e, allo stesso tempo, preparando gli esperimenti alle sfide future.
L.Janezki--BTB