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Svelate da tracce di Dna le contaminazioni recenti della Sindone
Rilevati profili genetici di corallo rosso, piante coltivate e animali domestici
Tracce di Dna rinvenute nei frammenti della Sindone prelevati nel 1978 e ora rianalizzati hanno permesso di svelare le tante contaminazioni ambientali che si sono accumulate sul tessuto nel corso dei secoli. Le indagini hanno rilevato, ad esempio, che il prelievo dei campioni all'epoca è stato fatto senza guanti, quindi in maniera non sterile, e hanno individuato la presenza di Dna di piante coltivate come carota, grano e mais, di animali domestici come cani, gatti, bovini e suini, e anche di corallo rosso endemico del Mediterraneo. Lo studio internazionale, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, è stato guidato dal professor Alessandro Achilli dell'università di Pavia e dal professor Gianni Barcaccia dell'Università di Padova ed ha visto la partecipazione anche dell'Università di Torino. "Nonostante le difficoltà legate al tipo di campione analizzato, sia in termine di quantità che di qualità, siamo stati in grado di estrarre Dna e ottenere sequenze genomiche da sette dei frammenti disponibili", afferma Nicola Rambaldi Migliore dell'Università di Pavia, primo autore dello studio insieme a Gianni Barcaccia e Giovanni Gabelli dell'Università di Padova. I ricercatori hanno rilevato una linea genetica predominante caratteristica degli ebrei ashkenaziti, che corrisponde esattamente a quella di Pierluigi Baima Bollone, la persona che ha effettuato i prelievi nel 1978. La presenza di proteine della pelle, inoltre, conferma che la procedura è stata fatta senza guanti. Oltre al Dna di piante e animali, è stato riscontrato anche un ricco microbioma, "comprendente microrganismi tipici della pelle umana - dice Andrea Squartini dell'Ateneo padovano, co-autore della ricerca - e comunità di archei, batteri e funghi associabili ad ambienti salini". Purtroppo, le contaminazioni avvenute durante il prelievo hanno coperto molte delle tracce genetiche precedenti. "Tuttavia - commenta Antonio Torroni dell'Università pavese, tra gli autori dello studio - sono stati identificati anche altri lignaggi di Dna umano, tra cui un profilo diffuso nell'Eurasia occidentale e un profilo meno comune prevalente in Medio Oriente, ma purtroppo non è possibile datare queste linee".
H.Seidel--BTB