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Missione Nasa-Asi mappa i campi magnetici di una pulsar
Allo studio partecipano anche Inaf e Infn
La missione Ixpe (Imaging X-ray Polarimetry Explorer) di Nasa e Agenzia spaziale italiana (Asi) ha mappato i campi magnetici di una pulsar (ovvero una stella zombie in rapida rotazione su se stessa) denominata PSR J1101−6101 e situata nella Nebulosa Faro. I risultati forniscono nuove informazioni sulla struttura di questi oggetti, tra i più estremi del cosmo, come emerge dallo studio pubblicato su Astrophysical Journal da un team internazionale coordinato dalla Nasa, a cui partecipano l'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Ixpe è stata lanciata nel 2021 per studiare l'universo attraverso la polarizzazione dei raggi X, ovvero la loro oscillazione lungo un piano preciso durante la propagazione. Nel giugno 2025, il telescopio spaziale ha trascorso quasi 18 giorni puntando la Nebulosa Faro. Gli astronomi hanno studiato due stretti prolungamenti a raggi X che si estendono dalla pulsar: quello più lungo è noto come 'filamento', mentre quello più corto è chiamato 'scia'. "Quando le particelle ad alta energia emesse dalla pulsar si scontrano con il gas dello spazio interstellare - spiega la Nasa - generano un fronte d'urto, simile all'onda di prua che si forma davanti a un'imbarcazione in movimento. La maggior parte delle particelle rimane intrappolata dietro questo fronte d'urto, formando la turbolenta scia che segue la pulsar". Da quasi vent'anni, i ricercatori sospettano che le particelle ad alta energia sfuggano attraverso questo fronte d'urto nello spazio interstellare, fluendo lungo le linee del campo magnetico della galassia per creare il filamento della nebulosa. La prova è ora arrivata grazie alle osservazioni di Ixpe e a metodi di analisi avanzati: i ricercatori sono riusciti a misurare la polarizzazione del filamento, della scia e del segnale di emissione della pulsar, confermando che le particelle del filamento fluiscono lungo il campo. La turbolenza magnetica riscontrata, però, è inferiore all'atteso. Inoltre, è emersa una notevole divergenza nell'orientamento del campo magnetico ricavato dalle osservazioni nelle onde radio e nei raggi X.
J.Bergmann--BTB