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Dall'Università di Sassari i nanomateriali antiossidanti per lo spazio
Concluso il progetto Smarts con la biotech ViroStatics, finanziato con i fondi del Pnrr
Da un progetto dell'Università di Sassari nascono i nanomateriali antiossidanti capaci di proteggere le cellule nelle condizioni estreme degli ambienti spaziali confinati, come le stazioni orbitanti e le future basi planetarie. Il progetto si chiama "Smart", è stato finanziato con i fondi del Pnrr e ha visto la collaborazione dell'Università di Sassari e della impresa biotech sarda ViroStatics. il programma, portato avanti con il supporto del Distretto aerospaziale della Sardegna (Dass), ha coperto l'intera catena di ricerca e sviluppo: dalla progettazione e sintesi di diverse classi di nanomateriali a base di carbonio, alla loro caratterizzazione fisico-chimica, fino ai test biologici in vitro che ne hanno confermato l'attività antiossidante e un profilo di sicurezza favorevole. I nanomateriali sono stati validati in condizioni che simulano l'ambiente spaziale — stress ossidativo e microgravità riprodotta in laboratorio mediante clinostato — con un effetto protettivo misurabile su modelli cellulari. Sono stati inoltre realizzati e testati prototipi funzionalizzati, a conferma dell'applicabilità della tecnologia sia nella formulazione di vernici sia nei tessuti delle tute degli astronauti che ne determinano interessanti applicazioni non solo per future missioni spaziali come pure all'interno della stazione orbitante ma anche in chiave terrestre. I partner guardano ora allo scale-up industriale, alla tutela della proprietà intellettuale e a nuove collaborazioni nazionali ed europee, per dare continuità a un percorso che ha già dato prova della sua valenza.
M.Furrer--BTB